A filo d’erba: Samir Handanovic

Scritto il 20/05/2021
da Pino Lazzaro

 Mi ritorni in mente 




Davide e Golia
Di partite che non dimentico, te ne dico due, quelle dello spareggio con la Russia, nel 2010, in palio c’era un posto per il Mondiale in Sudafrica. La prima l’avevamo giocata lì da loro, avevamo perso per 2 a 1; in casa poi vincemmo per 1 a 0 e così ci qualificammo. Sembrava all’inizio una sfida tipo tra Davide e Golia, noi come Slovenia eravamo nettamente sfavoriti. Delle due, mi ricordo in particolare più la seconda, il ritorno. Giocammo a Maribor, quello stadio colmo di gente e pieno di energia. La prima immagine che mi viene in mente? Il gol, quel cross da destra e Dedic che anticipa il difensore e la mette dentro. Ricordo che me ne sono stato lì in area, ho festeggiato da solo, s’era nel primo tempo ed era ancora lunga quella partita…


Tutte quelle perse
A dir la verità, mi piacerebbe rigiocare tutte quelle perse, ma se proprio devo indicarne qualcuna che vorrei rigiocare, allora penso prima ad Arsenal-Udinese (valeva allora, agosto 2011, per l’accesso alla Champions League; ndr) e poi a quella recente che abbiamo giocato e perso col Borussia Dortmund. Quella con l’Arsenal mi piacerebbe rigiocarla perché allora la squadra – eravamo forti – era dimezzata dagli infortuni e perdemmo 1 a 0 da loro e 2 a 1 poi da noi. Quella col Borussia per quel risultato finale (3 a 2 per i tedeschi, dopo che l’Inter era in vantaggio per 2 a 0; qui siamo giusto lo scorso novembre; ndr) che non era certo quel che volevamo.

Stadi “caldi”
Gli stadi dove più mi piace andare a giocare sono quelli caldi, con la gente lì addosso: Marassi, San Siro, penso a quello del Celtic, lo stesso stadio del Borussia… tra quelli che ancora mi mancano, mi piacerebbe giocare a Liverpool: per quella tifoseria, soprattutto per quella atmosfera a cui tutti sempre fanno riferimento”.