Ballerini di altri tempi

Scritto il 04/06/2021
da Stefano Ferrio

 Una foto, una storia 



Sulla carta sono trascorsi solo 27 anni dalla Cremonese-Inter che spunta fuori dall’eccezionale archivio fotografico dell’Associazione Calciatori, ma in realtà sono molti di più. È un altro mondo, un altro calcio…


 

Balletti di centrocampo
I protagonisti di questo passo a due, inscenato allo stadio Zini di Cremona, il 23 gennaio 1994, durante una Cremonese-Inter finita 4-1 per i nerazzurri, sono colti in un momento tale da sembrare marionette più che esseri umani. Figure rigide, smorfie pronunciate, invisibili fili evocati dalla posa squadrata delle braccia. Tutto concorre ad accentuare il senso di un’immagine, colta in un passato più remoto di quello a cui rimandano i 27 anni trascorsi da allora, per arrivare a un presente in cui tutta un’altra Inter ha appena vinto il diciannovesimo scudetto della sua storia. Ora, anche questo distanziamento rientra fra gli effetti speciali più preziosi regalati dall’archivio fotografico dell’Associazione Calciatori. Qui affiorano infatti segni che convergono verso un vero e proprio “football di altri tempi”.


Fischio di rottura
Prima di passare ai due giocatori, dei quali, quanto a notorietà acquisita fra i tifosi, il grigiorosso di casa sopravanza l’interista ospite, risulta doveroso soffermarsi sul volto che si profila alle loro spalle, così affilato e vagamente malinconico. Appartiene all’arbitro Robert Anthony Boggi, italiano nato a New York il 19 giugno 1955, e poi residente a Salerno, protagonista di una delle carriere più incomplete e deludenti (viste le premesse) fra le giacchette nere dell’AIA. Al punto di ritirarsi prima del tempo, nel 1999, nonostante i molti riconoscimenti fino ad allora ottenuti, le numerose partite di cartello dirette in Italia e la qualifica di “internazionale” ottenuta tre anni prima con facoltà di arbitrare in manifestazioni della Uefa. Motivazione del ritiro, il disaccordo sul professionismo degli arbitri, posizione di rottura che, con il passare degli anni, ha portato Boggi a tentare la scalata alla presidenza della stessa AIA, trovando però in Marcello Nicchi un competitor all’epoca insuperabile. Impossibile sapere, all’indomani di quelle elezioni perse, quanto abbiano pesato nella sconfitta certe dichiarazioni sul timore di un ritorno di “Calciopoli” paventato da Boggi, alludendo al “sistema” che, all’inizio di questo secolo, condizionava in modo irregolare l’andamento di tante partite della Serie A italiana.

Bandiere e meteore
Potenza della fotografia, quella di ricostruire ruoli e gerarchie andando oltre la superficie dell’immagine. Sulla quale si fronteggiano, davanti al “signor Boggi di Salerno”, due giocatori. Uno è il mediano Riccardo Maspero, oggi 51 anni, giocatore-bandiera della Cremonese, con la cui maglia ha disputato oltre 220 partite. L’altro è il centrocampista olandese Vim Jonk, oggi 54 anni, verrebbe da dire “meteora” passata per due stagioni all’Inter se non fosse che, assieme al connazionale Dennis Bergkamp, detto Tacchino Freddo, contribuì alla Coppa Uefa, vinta dai nerazzurri proprio nel 1994. Quel trofeo continentale servì a compensare le amarezze patite nel campionato vinto dal Milan di Fabio Capello, torneo dove l’Inter si salvò al fotofinish, precedendo di un punto il retrocesso Piacenza e finendo alle spalle della stessa Cremonese. Alla luce dei fatti decisiva si rivelò questa trasferta allo stadio Zini, dove l’Inter. allenata da un Osvaldo Bagnoli sulla via dell’esonero, stravinse 4-1 grazie a un’iniziale doppietta realizzata giusto da Vim Jonk.
Più “si scopre” questa foto, più ci si addentra in un passato calcistico lontano anni luce dal presente…