Pamela Gueli, ce la farò come "mister"?

Scritto il 01/11/2021
da Pino Lazzaro


Esperienza da ricordare
Sono contenta del corso di Coverciano, c’erano anche dei giocatori importanti, penso a Floccari, Giaccherini, anche Lentini ed ero un po’ preoccupata, chissà come andrà e invece mi sono sentita rispettata, coinvolta e apprezzata: me la porto dentro questa cosa qui.

Quella foto
C’è quella foto lì a Coverciano, l’U19 europea, era il 2008 e ci sono anch’io, parecchi gol, inserita nella Top11. Qualcosa dunque riconosco che ho fatto: è da quelle emozioni che mi sono ripromessa di ripartire, non voglio e non devo essere… arrabbiata.



Troppo tardi
Certo, era proprio la professionista quel che volevo fare. Un qualcosa che però non arrivava mai, solo adesso sta cambiando, troppo tardi per me come giocatrice, magari è da allenatrice che riuscirò a ritagliarmi uno spazio.

Un’altra vita
Dopo quell’Europeo pensavo che la mia vita potesse cambiare, ma così non è stato, io che avevo dedicato proprio tutto al calcio… poi ho cominciato a lavorare e vedi che è un’altra la vita. Alcune di noi ce l’hanno fatta, sono state brave a non mollare, ma pure fortunate.



Da “mister”
Da allenatrice ho dovuto mettere un po’ da parte la competitività che ho dentro, direi quasi la devozione mirata alla vittoria. Più attenzione così agli aspetti educativi, motivazionali, di crescita. Con in più che siamo un’academy legata alla Juventus, perciò con un atteggiamento/mentalità ben precisi.

Bambini e bambine
Non è la stessa cosa, a livello coordinativo e cognitivo le ragazzine sono più avanti, per dire basta spiegare una volta un esercizio. Le bambine che scelgono il calcio lo fanno perché vogliono davvero farlo, non sempre è così con i bambini.



Conta la fame
Sono comunque ragazzine di adesso, ne hanno tante altre di cose. Io che invece avevo solo quello e non sempre c’è insomma la fame di arrivare. In fondo il calcio è sempre lo stesso, è uguale: magari uno su mille ce la fa tra i maschi, potrà essere una su 100 tra le femmine.

Ambizioni
Qui a Pinerolo siamo fortunate. Siamo in serie C ma la società vuole crescere, almeno salire in B e gli staff sia tecnici che medici sono all’altezza, vengono fatte bene le cose. Prima in campo vivevo un po’ di rendita, ma ora anche in C sono davvero cambiati i ritmi, con tante realtà bene organizzate, si vede che si continua a crescere.



Piemontese di Rivoli, Pamela Gueli gioca da tre stagioni in serie C col Pinerolo, tornata così al calcio a 11 (in A con Torino, Roma, Juve e Atletico Oristano) dopo le esperienze col calcio a cinque. Campionessa d’Europa U19 nel 2008, da anni pure allena, dapprima in varie scuole-calcio (“tutti maschietti”) e da tre stagioni le U12 del Pinerolo (ha partecipato la scorsa estate al corso di Coverciano organizzato dall’AIC). Altra passione di Pamela è la musica (due i suoi singoli usciti: Senza maschera e Musica), con pure la partecipazione a suo tempo a un’edizione di Amici di Maria De Filippi.