L’arte di vincere dietro una scrivania

Scritto il 30/11/2021
da Stefano Ferrio

 Una foto, una storia 



Dall’archivio fotografico AIC ecco l'immagine di Carlo Montanari, il primo direttore sportivo di una serie che dura tuttora.


Quanti nomi e quante storie scorrono ammirando il bianco e nero di questa foto scattata in ufficio a Carlo Montanari, che già durante la remota stagione 1955 – ‘56 svolge funzioni di direttore sportivo nel Milan dove giostrano dei degli stadi come Alberto Schiaffino e Gunnar Nordhal.
Fra i tanti nomi possibili scegliamo pure quello di “Cardillo Antonio”, calabrese di Scalea, dove è nato nel 1941, attualmente collezionista d’arte, ma con un grande passato calcistico da “regista”. Questo ruolo Cardillo onorò a pregiati livelli prima in campo, dove i suoi piedi da centrocampista ispirato ordivano trame da gol per la Ternana neopromossa in Serie A nel 1972, e poi fuori, dietro una scrivania da dirigente della stessa società umbra. Talmente abile era a vendere i giocatori, e di conseguenza la propria immagine, da diventare presenza fissa in qualsiasi giornale avesse intenzione di approfondire gli ultimi gossip di calciomercato.

Manager calcistici
Fu uno dei primi “manager” calcistici a fare notizia, Cardillo, assieme al Franco Manni di un ventennio interista, al Beppe Bonetto braccio destro del presidente Pianelli nell’unico scudetto vinto dopo Superga dal Torino, al Franco Dal Cin venerato più di tanti bomber dalla piazza di Udine, o anche al Luciano Moggi che, per trovare alternative alla grigia paga del ferroviere, si inventa uomo-mercato prima della Juventus e poi della Roma. È lo stesso Moggi destinato a legare, nel bene e nel male, la sua figura a una successiva stagione, economica e culturale, del calcio creato dentro gli uffici e i telefonini dei manager, prima ancora che sulle lavagne degli allenatori, ma della sua storia non si parlerebbe senza inquadrarne gli inizi nella medesima generazione di questi pionieri di un football non solo giocato, ma anche programmato.

Primo Presidente A.Di.Se.
Il primo a tracciare la strada, al Bologna e alla Fiorentina, oltre che nel Milan, fu dunque Carlo Montanari, romagnolo di Forlì, dove viene al mondo quasi un secolo fa, il 27 agosto 1923. Quando esce di scena, il 12 febbraio 2012, a Bologna, si lascia alle spalle una carriera segnata da talenti scoperti e “colpi” di calciomercato paragonabili per un direttore sportivo a gol, coppe e scudetti. Non solo: consapevole di avere esercitato da capostipite un ruolo di così grande responsabilità nella storia dello sport italiano, Carlo Montanari è tra i principali animatori della nascita, nel 1976, di A.Di.Se, associazione dei dirigenti, di cui diventa il primo Presidente.