L'ingegner Piccinni studia da sindacalista

Scritto il 26/10/2021
da Luca Pozza

 L'incontro 



I suoi grandi amori sono il calcio e la famiglia. Eppure l'ingegner Marco Piccinni, uno dei pochissimi calciatori professionisti a fregiarsi di questa laurea (per di più conseguita a 23 anni), studia da sindacalista, visto che fa già parte del Direttivo dell'AIC. Nato a Bari il 19 aprile 1987, ha iniziato la sua carriera nel club della sua città, militando nelle giovanili e poi esordendo in Serie B nella stagione 2005-2006, a 19 anni, cui sono seguiti una serie di prestiti e comproprietà, con esperienza anche nel Nord e Centro Italia, rispettivamente a Piacenza e Lucca. A 34 anni sta affrontando la sua terza stagione di fila nel Monopoli, nel girone C di Serie C, e non ha ancora deciso quando appendere le scarpe al chiodo.



Carriera & futuro
“Non ho rimpianti particolari, neanche quello di non aver continuato a giocare nel Bari. Da 20 anni sto facendo quello che più mi piace, ossia divertendomi nel fare il calciatore. Forse pensavo di girare un po' più l'Italia, ma va bene così. Ho sempre trovato dirigenti che mi hanno stimato e compagni che mi hanno voluto bene. Per il futuro il mio obiettivo è restare nel calcio, per questo motivo ho iniziato il mio rapporto in ambito sindacale con l'AIC, ho appena concluso un Master all'Università di Parma e San Marino: sono convinto che aumenteranno gli ambiti calcistici su cui investire ed impegnarsi”.

Breve tour italiano
“Le due esperienze più lontane da casa mia, Piacenza e Lucchese, si sono concluse con il fallimento del club, che mi ha fatto capire l'importanza di un sindacato forte come l'AIC, anche per tutelare i miei ex compagni, con i quali ho diviso quei periodi amari. Per il resto non ho mai guardato la categoria: nell'estate 2014, all'età di 27 anni, nel pieno della carriera, ho accettato la proposta della Fidelis Andria in serie D: la promozione dell'anno successivo è stata una grande gioia”.



Studi universitari
“Non è stato facile fare il calciatore professionista e contemporaneamente conseguire la laurea: durante l'annata calcistica non avevo molto tempo per studiare, poi una volta concluso il campionato, nel periodo compreso tra fine aprile e metà luglio, cioè quando iniziava il ritiro, studiavo giorno e notte per sostenere gli esami e recuperare il tempo perso. Di una cosa sono certo: sino a quando mi sono laureato non ho fatto un giorno di vacanza. La scelta di iscrivermi alla facoltà di ingegneria? L'idea era di rispolverarla a fine carriera, anche perché mio padre ha uno studio avviato. Ma ora il mio sogno è continuare a rendermi utile a livello calcistico: al rettangolo di gioco verde sono troppo legato”.

Hobby e famiglia
“Da sempre il mio unico hobby è stata la pesca, in quanto sin da bambino amavo il mare. Poi dopo il matrimonio con Rosa, anche lei barese come me, il nostro hobby è diventata la famiglia, soprattutto quando nel 2017 sono nate le nostre due gemelline, Aurora e Francesca. A parte la stagione di Potenza, nel 2018-2019, gli ultimi otto campionati li ho disputati tra Andria e Monopoli, una soluzione che mi consente di non spostare la famiglia e continuare a vivere nella nostra casa di Bari, vicino al resto dei parenti”.