Elogio della rovesciata

Scritto il 23/11/2021
da Tommaso Franco


Cosa rende più felice un attaccante di un gol in rovesciata? Chiedetelo a Keita Balde. L'attaccante del Cagliari ha celebrato la sua acrobazia contro il Sassuolo spiegando che quello è il gol che ogni attaccante sogna fin da bambino. La rovesciata, sì. Una sintesi perfetta di coordinazione, tempo, velocità di pensiero, follia. Un gesto atletico che mette d'accordo tutti, persino i tifosi avversari come accadde in quel Juventus - Real Madrid quando Cristiano Ronaldo, all'epoca in maglia Real, strappò la standing ovation ai tifosi della Juventus. Impossibile, se si ama il calcio, rimanere indifferenti a tanta bellezza. In un calcio sempre più fisico, dove l'aspetto atletico spesso prende il sopravvento sull'estetica, quando si ha la fortuna di assistere ad un simile gesto il primo pensiero è quello di aver ricevuto un regalo inaspettato. E' una cosa che trascende dall'essere tifosi, una magia. 

 


Vedere la felicità di Keita dopo quella rete ci fa capire cosa sia il calcio anche per chi lo pratica ad altissimo livello. Si ritrova improvvisamente quell'emozione che si va disperatamente cercando quando si assiste ad uno spettacolo. Uno strappo sulla tela, un qualcosa che esce dagli schemi per sorprenderti e farti ritornare ancora a sperare di vederlo presto di nuovo. 

Negli occhi della gente rimangono le imprese e i lampi di genio, le gesta più epiche, le rimonte, le rivincite. E le rovesciate.