E “Bravo” John Wark

Scritto il 23/12/2021
da Stefano Ferrio

 Una foto, una storia 


Lo scozzese vinse nel 1981 il premio assegnato dal Guerin Sportivo per aver realizzato più di un gol a partita nella Coppa Uefa vinta dall’Ipswich

 



Uno che ha fatto la storia
Ci sono immagini che a certi giocatori rendono giustizia anche se compaiono in borghese, e non con maglia indossata e scarpette chiodate ai piedi. Vale per lo scozzese John Wark, che qui vediamo autografare palloni circondato da un nugolo di adoranti, giovanissimi fans. D’altra parte, l’anno dello scatto fotografico è il 1981 in cui un ventitreenne Wark, nato a Glasgow il 4 agosto 1957, si aggiudica il premio “Bravo”, assegnato dal settimanale Guerin Sportivo al migliore giovane europeo distintosi durante la stagione delle coppe europee.

Squadra-meteora
Per la carriera di questo duttile ed elegante fantasista offensivo, in grado di fare la differenza tanto in attacco che sulla tre quarti, è una sorta di apogeo. Ma è anche quanto ci si aspetta dopo averlo ammirato fra i trascinatori di una formidabile squadra-meteora che si chiama Ipswich Town, club inglese giunto sul tetto d’Europa con la conquista della Coppa Uefa 1981. Si tratta dell’unico trofeo continentale arriso ai Blues di questa città, affacciata sui cavalloni del mare del Nord, nei 143 anni di una storia iniziata nel 1878, per essere ravvivata anche da un unico titolo nazionale, vinto nel 1962, e da un’unica Coppa d’Inghilterra, alzata al cielo nel 1978.



Giovane talento
A due dei tre momenti di gloria del suo Ipswich John Wark dà un contributo fondamentale, realizzando reti decisive che costituiscono il miglior premio non solo per lui, ma anche per una società capace di credere al suo talento ingaggiandolo appena diciottenne, nel 1975. Tre anni dopo, l’8 aprile 1978, allo stadio londinese di Highbury, Wark attende il 90° per incornare in rete, su azione da corner, il 3-1 che chiude definitivamente un’acre e sofferta semifinale giocata contro il West Bromwich Albion. È il gol che spiana la strada alla successiva finale di Wembley, vinta 1-0 contro l’Arsenal.

Capocannoniere
Ancora più sostanzioso è l’apporto garantito dal solare e simpatico giovanotto scozzese durante tutta la Coppa Uefa della stagione 1980 – ‘81. Intanto ne diventa il capocannoniere, realizzando la bellezza di 14 gol nelle 12 partite disputate, che sono spesso caratterizzate da sonanti successi casalinghi seguiti da sofferte trasferte a prova di coronarie. Succede già nel primo turno, quando il roboante 5-1 inflitto all’Aris Salonicco non risparmia patemi nel ritorno giocato in Grecia, e perso 3-1. Ancora più sensibile è il rischio corso ai sedicesimi di finale, dove al 3-0 imposto a Portman Road ai cechi del Bohemians segue lo 0-2 del retour-match, giocato nella capitale cecoslovacca.



Fucilata imparabile
Seguono le affermazioni più sicure centrate via via contro Widzew Lodz, Saint Etienne e Colonia, fino ad arrivare al doppio turno di finale in cui l’Ipswich deve vedersela con gli olandesi dell’AZ Alkmaar. L’andata a Portman Road si chiude con un nitido e rassicurante 3-0, dove a Wark spetta segnare su rigore il terzo gol. Il ritorno, giocato il 20 maggio in Olanda, dopo 25 minuti dice 2-1 per l’AZ che, su questa scia, sembra avere tutto il tempo necessario per mettere il risultato in forte discussione. Non fosse che, al minuto 32, su corner battuto da destra, il centravanti Paul Mariner, scomparso lo scorso luglio a 68 anni di età, spizzica di testa il pallone quanto basta per tagliare fuori i difensori di casa, consentendo a John Wark di battere al volo di destro la fucilata di un imparabile 2-2.

In coppia con Mariner
Al 90° sarà comunque 4-2 per la squadra di casa, tenuta a distanza solo dal bellissimo gol di Wark, nato su assist di un nazionale inglese, Paul Mariner, che con lui ha formato una coppia d’attacco, elegante quanto mortifera, scolpita nella memoria di Ipswich e di tutto il football britannico.