Giacomo Poluzzi, la partita che non dimentico

Scritto il 17/12/2021
da Pino Lazzaro

Classe ’88, portiere, ha giocato via via con Crevalcore (D), Carpi (D), Giacomense (D), Este (D), Gubbio (C2), ancora Giacomense (C2), Alessandria (C2), Fidelis Andria (C), Spal (B-A), Virtus Francavilla (C) e Sudtirol (C, dalla scorsa stagione).

 



“Quella che porto nel cuore è Lecce-Fidelis Andria, la stagione è la 15/16, prima di campionato e primo anno per me ad Andria. Venivo da un anno difficile ad Alessandria, cominciato ad agosto con la morte di mio padre, poi in campionato “retrocesso” a secondo portiere, ne avevo giocate 27 l’anno prima, secondi, primo il Bassano. Giocai solo due partite e con me sempre il dolore per la scomparsa di mio padre, però fu proprio quella la stagione in cui svoltai, da cui seppi ripartire, come uomo e come calciatore”.

Avanti con Lecce-F. Andria
“Noi una squadra giovane, loro che puntavano a salire. Un derby sentito e vincemmo noi per 3 a 1, fuori casa: la partita per me della rinascita, da cui sono ripartito, soddisfazione enorme e s’era ancora in agosto, giusto un anno, come un girare pagina. Ricordo la nostra esultanza sotto il settore ospiti, ma soprattutto il viaggio di ritorno in pullman, come me lo sono goduto, la gratitudine che sentivo per tutti coloro che avevano condiviso con me quell’anno così duro”.


Con la carriera?
“Sto proprio bene, maturo e consapevole. Il sogno nel cassetto è sempre quello che ho avuto, sin dall’inizio: potermi davvero giocare la serie B. All’epoca, prima che lo facessero anche in C, provavo a immaginarmi col mio nome scritto sulla maglia, in B si faceva, era una fantasia che avevo sempre con me. Con la Spal, da terzo portiere, ho fatto giusto 5’ di A e un tempo di B, ecco perché il sogno ce l’ho ancora. E se mai ci arriverò, sarà grazie al campo, dura che a 34 anni qualcuno possa poi venirmi a cercare, è la carta di quest’anno col Sudtirol che posso giocarmi”.

Società modello
“Tra un paio di mesi qui lo stadio, il Druso, sarà finito. Già a suo tempo hanno rifatto il terreno di gioco, con sotto delle serpentine perché non ghiacci. Via la pista e tolte le curve, tribuna e distinti e impianto progettato per essere idoneo pure per una categoria superiore… è una società modello questa”.



Volontà e professionalità
“I miei erano un po’ rigidi, anche da piccolo se volevo andare al cinema al sabato sera, mi dicevano di no, che sarei andato a letto tardi, che c’era la partita. Così sono cresciuto e così sono tuttora. Però, se non avessi avuto questa mentalità, di certo non avrei potuto durare così a lungo, non è che abbia poi dei mezzi clamorosi, però volontà e professionalità sì, da questo punto ci sono proprio”.

Il dopo
“Non so, proprio non so. Sin da bambino mi porto dentro il sogno di avere un negozio di articoli sportivi, chissà… anche come preparatore dei portieri però potrei vedermi e visto la possibilità che ci dà la nostra Associazione, ho pure partecipato a dei corsi per il dopo carriera. Comunque sia, è sul presente che sono molto ma molto focalizzato”.