Mirko Drudi, la partita che non dimentico

Scritto il 31/01/2022
da Pino Lazzaro

Classe ’87, ha giocato via via con Cesena (B), Poggibonsi (C2), Bassano (C2), Valenzana (C2) ancora Bassano (C1), Novese (D), Riccione (D), Romagna Centro (D), Forlì (C2-C), Santarcangelo (C), Lecce (C), Trapani (C), Cittadella (B), Pescara (B-C).

 



“La prima che mi viene in mente non è certo una partitona, però per me è stata determinante. Forlì - Porto Tolle, io col Forlì, la stagione è quella della riforma della C, quel campionato con 9 retrocessioni e 9 promozioni. La partita di ritorno, chiamala playout o playoff, noi che dovevamo vincere a tutti i costi. Subito siamo andati sotto, rigore ed espulsione del portiere e per fortuna abbiamo presto pareggiato. Espulsi poi uno di loro e due di noi e siamo comunque riusciti a fare gol in 8 contro 10. Altro espulso per loro, ancora emozioni, noi lì a difenderci come potevamo e alla fine è andata bene, era quello un bel traguardo – la C – pure per la stessa città, per Forlì. Dicevo che è stata determinante: venivo dalla D, volevo starci in categoria ed è stato proprio da lì che in effetti è poi cambiata la mia carriera”.


Va bene, un’altra
“Già che ci sono, te ne dico un’altra, questa però m’è rimasta sul groppone, proprio di traverso. Il ritorno dei playoff a Verona col Cittadella, in casa avevamo vinto per 2 a 0, il “miracolo” della A pareva davvero possibile, ma perdemmo 3 a 0… anche se non l’ho giocata, ero in panchina, m’è proprio rimasta qua”.

In giro per l’Italia
“Sì, l’ho fatto un po’ un giro d’Italia, ho cambiato molto, specie all’inizio. Alcune scelte buone, altre meno ed è soprattutto in questi ultimi anni che mi sono prefisso comunque di migliorare, è stata questa la motivazione. Ora qui a Pescara sono al terzo anno, mai successo prima… una bella piazza, mi ci trovo bene, con l’andare dell’età capisci più cose, capisci meglio, ho un figlio di quattro anni, io che da Cervia, dove abito, sono giusto due ore, sono anche ste cose qui che adesso cominciano a contare”.



Bilancio
“Con gli occhi di adesso? Avrei potuto fare di più, soprattutto a inizio carriera. Ero giovane, non è che le capisci sempre le cose, impulsivo, quasi mi fosse tutto dovuto, è col tempo che capisci che te le devi sudare le cose, solo più avanti l’ho fatta mia sta mentalità”.

Il punto della carriera
“So bene che davanti ho gli ultimi anni e la voglia di smettere comunque non c’è, toccando ferro sto bene, mai avuti infortuni gravi, ancora tre anni me li vedo davanti. Il dopo è un punto interrogativo bello grosso, anche con l’AIC mi sono informato, qualche corso da seguire online, voglio e vorrei capire, ma la verità è che ancora non ci ho pensato bene”.