Il generoso Guarnacci

Scritto il 27/03/2022
da Stefano Ferrio

 Una foto, una storia 



Qualcuno a Roma ancora ricorda come giocava l’Egidio bandiera giallorossa degli anni ‘50.

 


Egidio dal cuore giallorosso
Ecco, non sono così tanti quelli a cui oggi chiedere chi mai fosse Egidio Guarnacci, ma due risultano le caratteristiche che accomunano buona parte dei fortunati. La prima: sono appassionati di una certa età, trattandosi di un calciatore italiano, centrocampista di ruolo, nato a Roma il 4 febbraio 1934, e attivo sui campi da gioco fra il 1956 e il 1966. La seconda: sono “romani de Roma”, esattamente come il loro beniamino che, a parte tre stagioni trascorse alla Fiorentina sul finire della carriera, periodo a cui si riferisce questa immagine, ha legato il proprio nome a sette anni trascorsi in giallorosso. Durante i quali, ancora più delle 123 partite giocate e dei 5 gol realizzati, fa testo soprattutto quell’attaccamento alla maglia che i tifosi identificano in un indefinibile misto di pathos e dedizione.



Mediano destro
Un qualcosa che non si limita al fatidico rettangolo verde, dove il “mediano destro” Guarnacci esprime maestria nel tocco di palla e nella visione di gioco, ma si estende anche a un fuori campo vissuto sin da bambino, quando papà Nino, chef nato ad Arezzo nel 1897, gli procura conoscenze di famiglia e biglietti grazie a cui seguire il primo scudetto vinto dalla Roma, a conclusione del campionato 1941-’42. La “romanità” di Guarnacci, che un fine intenditore come il giornalista Sandro Ciotti assimilava per visione di gioco al concittadino, nonché predecessore in giallorosso, Attilio Ferraris, campione del Mondo nel 1934, è un dato importante per mettere a fuoco l’identikit del personaggio. Ci si riferisce a un giocatore nel cui ristorante di famiglia, noto per le specialità fiorentine, e tuttora aperto in via Borgognona, a due passi da piazza di Spagna, non solo hanno pranzato abitualmente dirigenti e atleti del club per cui il giovanotto giocava, ma si sono tenute storiche trattative di calcio mercato, come la cessione dell’attaccante svedese Arne Selmosson, detto Raggio di luna, dalla Lazio alla Roma, avvenuta nell’estate del 1958.



Anche in tv
Da parte sua, Egidio Guarnacci che, una volta ritiratosi dagli stadi, è diventato farmacista, non si è certo sottratto all’abbraccio della società e della tifoseria romanista, ripagandole in modo esemplare. Se un anno “parla” per tutti nella sua carriera, è il 1961 in cui partecipa alla conquista della Coppa delle Fiere da parte della Roma, vincitrice in finale doppia contro gli inglesi del Birmingham City, per poi infortunarsi così gravemente a un ginocchio, nel corso di una partita contro la Sampdoria, da restare un anno intero fuori dal campo da gioco. Sono ennesime dimostrazioni di un amore a prima vista che, d’altra parte, si era manifestato sin dall’arrivo di Egidio nella società capitolina, dove, al momento dell’ingaggio, garantisce per lui un “monumento” romanista come l’ex portiere Guido Masetti. Corre infatti l’anno 1954 quando la neonata Rai, radiotelevisione italiana, accoglie nei propri studi il ventenne Egidio Guarnacci assieme a un altro ragazzo delle squadre giovanili, Sergio Pellegrini, per commentare in studio un’amichevole giocata dalla Roma contro il Racing Avellaneda, glorioso club argentino. All’epoca Egidio non è ancora maggiorenne, ed è ancora lungi dal debuttare in Serie A, cosa che avverrà l’anno dopo, ma della sua Roma è già un giocatore-bandiera. Perfino in televisione.