In onda: Emanuele Giaccherini

Scritto il 01/04/2022
da Pino Lazzaro


Maggio 1985, da Talla (provincia di Arezzo), una delle nuove voci di Dazn, Emanuele Giaccherini ha giocato con Forlì (C2), Bellaria Igea Marina (C2), Pavia (C2), Cesena (1D-B-A), Juventus (A; due scudetti e una Supercoppa), Sunderland (Premier), Bologna (A), Napoli (A) e Chievo Verona (A-B). In Nazionale (prima con Prandelli c.t., poi con Conte) ha messo assieme 29 presenze, col secondo posto all’Europeo 2012 e il terzo alla Confederations Cup 2013.

 


Famiglia in primis
“No, la verità è che non è stata dura per me dire stop al calcio giocato. L’ultimo anno lì a Chievo è stato difficile, venivo da un infortunio pesante, il rientrare in forma, i 35 anni che comunque pesavano…l’idea poteva anche essere quella di rimanerci un altro anno, ma poi è successo quel che è successo (esclusione dai campionati professionistici per inadempienze tributarie; ndr). C’era poi la possibilità di andare al Cesena, sarebbe stato per me pure un modo per essere riconoscente per quello che m’ha dato quella società, ma c’era così da affrontare un altro trasloco, la scuola dei bambini, ho finito per dare priorità alla famiglia e ho così rinunciato, anche se a malincuore”.

Con Dazn
“È stato tramite Massimo Donati, ci conosciamo, lui già lavorava con loro, guardando al futuro un qualcosa che poteva interessarmi, anche per restare aggiornato. Poi è arrivata la chiamata, un incontro, la prova di una partita e m’hanno preso”.



Le “designazioni”
“Da noi lì funziona un po’ come per le designazioni degli arbitri, solo che invece dei loro 3-4 giorni in anticipo, noi le sappiamo ben prima, 10 o anche 14 giorni. Sinora di partite allo stadio ne ho commentate 5 o 6, tutte le altre dagli studi di Milano. Comunque sia, ho l’abitudine come sempre di arrivare ben prima, ora anche 2 ore e mezza, anche perché c’è parecchio da fare, concordare le cose col telecronista 1 dato che io sono la seconda voce, con le varie prove tecniche che ci sono poi da fare”.

Calpestando l’erba, ancora
“Sì, ancora m’è capitato di andare lì sul campo, è successo a Roma e a Torino, quando la Juve doveva giocare con la Fiorentina, io inviato lì sul campo, a bordo campo, e ho avuto così modo di salutare, giusto un attimo, Chiellini e Bonucci, siamo stati compagni”.



Piano con i giudizi
“In effetti non è facile dare giudizi, specie quelli negativi naturalmente. Però, se uno sbaglia, lo si vede, c’è poco da fare e non mi tiro indietro. Mi serve comunque l’essere stato calciatore, io so quel che può succedere in campo e a tutti capita di sbagliare. L’importante nella critica che dunque ci può stare, è non andare a cercare la polemica: la mia cerco sempre insomma che sia costruttiva”.

Mi piace molto
“Sì, è così. Già dopo le designazioni comincio a prepararmi le partite, di telecronache ormai ne ho fatte parecchie, i giocatori ormai li conosco praticamente tutti ed è un po’ tutto il gruppo di lavoro che sta migliorando. Mi piace parlare di calcio, ho fatto pure il Corso da allenatore a Coverciano con l'AIC ed è un’esperienza questa in televisione che mi permette di aggiornarmi continuamente. Io poi che tatticamente ero anche bravo, riesco a “vedere” le cose lì sul campo, cercando così di trasmettere a chi ascolta la mia esperienza”.

Stop scarpini
“No, basta, non ho proprio più giocato. Quest’inverno sono stato due settimane in montagna, diciamo che ho imparato un po’ a sciare ed è al tennis che mi sto dedicando. Se in futuro farò l’allenatore? Non lo so, davvero, non lo so, per ora certamente no. Sono contento di quel che sto facendo, ho smesso da poco, è ancora troppo presto, mah, in futuro si vedrà”.