Io e il calcio... Nino Pizzolato (sollevamento pesi)

Scritto il 08/04/2022
da Pino Lazzaro


“Tutto per me è iniziato per gioco, facevo le medie, lì a Salaparuta, il mio paese. C’erano i giochi studenteschi, salto triplo e lancio della palla medica, sono venuti lì due istruttori a parlarci, a dirci che il sollevamento pesi ci sarebbe servito per i giochi. Ho visto che mi veniva facile e dopo appena due settimane sono andato a fare la prima gara, a livello regionale, in vista degli italiani, ho vinto e da lì è stato tutto un crescendo: mi sono così appassionato sia al bilanciere che a questa mia disciplina, non è giusto prendi sto bilanciere e solleva, c’è molto di più che forza fisica. Leve, aperture, velocità di esecuzione: non è il più forte che solleva di più. Ora si vede che di praticanti ce ne sono sempre di più e oltre alle iniziative della Federazione, parecchio è stato contribuito dal CrossFit, in tanti lo praticano come prevenzione”.

Fuori, a confrontarsi
“Ho capito che poteva diventare qualcosa di più dalle prove internazionali. Il livello qui in Italia non è molto alto, una differenza che notavo ed è stato così andando per il mondo che mi sono reso conto che avevo delle doti, che avrei potuto uscire dal contesto del mio paesino se avessi saputo sfruttarle. E mi sono serviti gli insegnamenti della mia famiglia, quel loro “se vuoi qualcosa la devi avere già dalla testa””.



Atleta completo
“Sono uno a cui piace fare bene le cose. Importante per me sapere che prima della gara ho fatto tutto quello che potevo fare, che ce l’ho messa tutta. Quindi pure l’alimentazione, il saper riposare, una “sanità” mentale che ricerco col mental coach, l’obiettivo è quello di essere davvero un atleta completo. No, non mi tiro indietro, né in allenamento, né in gara, ogni allenamento al 110% e se lì in gara serve un’alzata mai provata, ci provo: l’importante è essere a posto, col corpo e con la mente”.

Settimana tipo
“Dipende dai periodi o se magari qualcuno è reduce da un infortunio, ma in linea di massima la nostra settimana tipo è fatta da sei giornate di sedute, in genere il lunedì-mercoledì-venerdì si fa doppio, gli altri tre giorni se ne fa uno, poco meno di due ore ogni allenamento. La mattina squat e stacchi, al pomeriggio lavori tecnici con strappi e slanci, utilizzando la forza, applicata e non”.



Pregiudizi
“Una disciplina, la nostra, che ci dà una percezione del corpo che pochi atleti hanno. C’è questo pregiudizio, chissà che problemi alla schiena, lo stesso osteopata che ci segue pensava all’inizio di trovare delle schiene distrutte: invece, su 25 atleti, nessuna protrusione. Altro pregiudizio: che i pesi non fanno crescere in altezza, mio fratello, pesista, è 185 centimetri. I punti delicati per noi sono il retto femorale, specie la parte iniziale vicino alla rotula, una certa usura delle ginocchia e i sovraccarichi per polsi, gomiti e spalle”.

Europei e Mondiali
“La nostra stagione ha due appuntamenti importanti, gli Europei (tra aprile e maggio) e i Mondiali (tra ottobre e novembre), poi i Giochi del Mediterraneo e naturalmente quelli Olimpici. In effetti sono pochissime le gare che noi facciamo in confronto per esempio col calcio: ci si prepara 6-8 mesi per una gara e guarda che tra “strappo” e “slancio”, tutto poi si chiude in poco più di un minuto. No, star dietro al peso non è un problema, è tutto programmato, siamo seguiti da professionisti, ognuno sa quel che c’è da fare”.



Fare notizia
“Sono a Roma, al Centro Olimpico Onesti, dal 2013 e certo devo ringraziare le Fiamme Oro, senza di loro non avrei potuto fare la vita che faccio, me ne sarei dovuto andare a lavorare. All’inizio la medaglia un qualcosa l’ha scombussolata, era tanto che non si prendeva delle medaglie nel sollevamento e ne abbiamo prese ben tre a Tokyo (con l’argento di Giorgia Bordignon sino ai 64 kg e il bronzo di Mirko Zanni sino ai 67 kg; ndr). Non ero insomma abituato al tanto interesse che c’è stato e il tutto mi ha fatto pensare ai dieci anni di fatica con soddisfazione. Ora il tutto si è un po’ placato, capita comunque ancora che mi fermino per strada, confesso che lo trovo piacevole. Ma non mi dimentico che l’oro l’ho sbagliato proprio di poco, l’unica risposta è quella quindi di lavorare ancora più duro”.

Il futuro
“Vedo tanta e tanta voglia di allenarmi e con gli occhi di adesso vedo davanti a me altri due quadrienni, con l’obiettivo di portare a casa tutto quello che sarà possibile. Ci sarà da qualificarsi e se mi qualificherò, di certo farò tutto quello che posso per ottenere il massimo, oro compreso naturalmente”.

Un po’ di calcio
“Simpatizzo per la Juve e seguo in televisione la Nazionale. Oltre che per i bilancieri, sono però davvero appassionato di motori, moto e ancora più le macchine, Formula Uno e rally, un settore in cui ho pure messo assieme un po’ di cultura. Certo, un po’ mi pesa il poco spazio che abbiamo, anche perché il nostro non lo considero uno sport minore. I numeri del calcio saranno certo impossibili per noi, però ti assicuro che come atleti di uno sport individuale, ci dedichiamo tanto e tanto”.



Classe 1996, di Salaparuta (Trapani), atleta delle Fiamme Oro, Antonino “Nino” Pizzolato ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020 ha vinto la medaglia di bronzo nel sollevamento pesi, categoria 81 kg. Nel suo palmares, un bronzo ai Mondiali del 2017 (85 kg) e due ori Europei (81 kg) nel 2019 e nel 2021. Prima ancora è stato terzo ai Mondiali Juniores del 2014 (85 kg) e dal 2015 al 2016, sempre nella categoria sino a 85 kg, è stato campione europeo e vicecampione mondiale juniores.