Con Carmine Nunziata, allenatore Italia U19

Scritto il 12/04/2022
da Pino Lazzaro

 Pagine Azzurre 



“Un gruppo, questo nostro dell’U19, che un obiettivo l’aveva ben chiaro ed era per l’appunto intanto la qualificazione all’Europeo. È un gruppo che sa giocare da squadra, che è affiatato e che ha saputo sposare in pieno l’indicazione venuta proprio dalla Federazione, di puntare a quello che è un modo di giocare ormai internazionale, che significa attaccare, avere intensità, cercando di imporlo comunque il proprio gioco. Loro, i ragazzi, in effetti danno sempre tutto e bisogna ricordarsi che sono per l’appunto pur sempre dei ragazzi, qualcosa la si deve per forza concedere, anche se sempre mostrano d’aver inteso quella che in fondo è la prima cosa che noi della Figc mettiamo bene in chiaro: indossando quella nostra maglia hanno la responsabilità di rappresentare il Paese, per questo il comportamento non può che essere perfetto”.

Semplici regole
“No, non ci stiamo muovendo tra regolamenti vari, ci sono quelle due-tre cose di base che vanno per principio seguite, prima di tutto l’educazione e il rispetto verso tutti i componenti del gruppo, tutti. Regole semplici, a cui sono abituati, vedi il cellulare da mettere davvero da parte mentre si è tutti assieme a tavola. E poi conta il fatto che è ormai un anno e mezzo che siamo assieme, sappiamo tutti quel che c’è da fare. Per come la vedo io, stringi stringi, i ragazzi sono e restano sempre dei ragazzi: fanno presto ad abituarsi e ad adattarsi, ragazzi insomma”.



Élite Round
“Il girone era parecchio difficile, Germania e Belgio, solo la prima passava. La nostra squadra si è dimostrata all’altezza, c’era sì fiducia di poter arrivare all’Europeo, ma quello che poi ha detto il campo ha ancor più aumentato la convinzione nei nostri mezzi, possiamo insomma giocarcela con tutti. Verso dove stiamo andando? Direi a quel calcio che già come detto si gioca a livello internazionale, un calcio propositivo con tanta e tanta intensità”.

Il tu o il lei
“Non m’interessa molto, non ci bado, mi chiamano “mister” e va bene così, tanto si sa che quel che conta è il rispetto, quello sì è fondamentale. No, in genere non spiego perché uno sta fuori, non le spiego insomma le scelte, anche perché credo sia molto facile fare comunque dei danni star lì a dire e dire. Se insomma faccio una scelta, vuol dire che preferisco quella, cos’altro posso dire? Poi ci possono essere dei casi in cui una spiegazione può essere necessaria… dai, lo dico sempre al gruppo che siamo in 20 e sono sempre in 11 quelli che vanno in campo”.



Sentirsi utili
“Sì, con lo staff ci sentiamo utili. Torno a dire che sono pur sempre dei ragazzi, all’impatto possono magari dare la sensazione di personalità, anche di esuberanza ma poi quando ti soffermi e ci parli, fai presto a scoprire che hanno sempre bisogno di qualcuno, di riferimenti e non sto dicendo che deve per forza essere l’allenatore, può essere il preparatore dei portieri, il magazziniere, è tutto lo staff che è lì a disposizione per dare una mano, non solo per quel che riguarda gli aspetti tecnico-tattici, ma pure personali”.

Poco e tanto
“Un po’ è normale che il campo mi manchi, fosse per me ci andrei tutti i giorni, però aver a che fare con questo calcio internazionale devo dire che ripaga delle pause che ci sono. Quando infatti ci si ritrova non è che siano poi tanti giorni e così il tutto è molto intenso: ecco, questi appuntamenti europei da una parte qualcosa tolgono, ma dall’altra danno”.



LA GUIDA
La fase finale dell’Europeo Under 19 si svolgerà in Slovacchia dal prossimo 18 giugno al 1° luglio. Una fase finale a 8 squadre, riservata alle vincitrici dei sette gironi della fase Élite, più la Slovacchia come paese ospitante. Dopo aver vinto lo scorso ottobre in Slovenia il proprio gruppo eliminatorio (vittorie sulla Lituania per 2 a 0, sull’Islanda per 3 a 0 e sulla Slovenia per 3 a 1), la nostra U19 ha saputo ripetersi pure lo scorso marzo nel cosiddetto Élite Round, qualificandosi all’Europeo col pareggio 2 a 2 con la Germania e le vittorie rispettivamente per 4 a 0 e 2 a 0 su Finlandia e Belgio. Oltre alla Slovacchia e all’Italia, le altre sin qui qualificate sono Austria, Inghilterra, Francia, Israele e Romania. L’ottava e ultima formazione sarà una tra Olanda, Norvegia, Serbia e Ucraina: vista l’attuale situazione di guerra, la disputa delle relative partite è stata intanto posticipata ai primi di giugno. Val la pena ricordare che le prime cinque classificate all’Europeo si qualificheranno per il Mondiale U20, in programma in Indonesia nel 2023.
IL GRUPPO PER L’ELITE ROUND DELLO SCORSO MARZO (tutti del 2003, tranne Faticanti, 2004)  
Portieri: Sebastiano Desplanches (Milan), Gioele Zacchi (Sassuolo);
Difensori: Alessandro Fontanarosa (Inter), Diego Coppola (Hellas Verona), Daniele Ghilardi (Hellas Verona), Gabriele Mulazzi (Juventus), Giorgio Scalvini (Atalanta), Riccardo Turicchia (Juventus), Mattia Zanotti (Inter);
Centrocampisti: Cesare Casadei (Inter), Giovanni Fabbian (Inter), Giacomo Faticanti (Roma), Jacopo Fazzini (Empoli), Samuele Giovane (Atalanta), Fabio Miretti (Juventus), Filippo Terracciano (Hellas Verona);
Attaccanti: Giuseppe Ambrosino Di Bruttopilo (Napoli), Tommaso Baldanzi (Empoli), Wilfred Gnonto (Zurigo), Marco Nasti (Milan).


▪ Classe 1967, cresciuto nel vivaio dell’Inter sino a esordire diciannovenne in Coppa Italia, Carmine Nunziata tra i professionisti ha giocato via via con Virescit (C1), Pavia (C1-C2), Foggia (B), Padova (B-A), Torino (B), Brescia (B), Montichiari (C2) e Alzano Virescit (C1), chiudendo poi la carriera a Seregno tra i dilettanti in D. Esperienze pure tra i dilettanti come allenatore, tra Sardegna e Lombardia, sino ad approdare alla Berretti del Milan nel 2010. In Federcalcio dal 2012, con l’Under 17 s’è piazzato al secondo posto agli Europei del 2018 e del 2019. È alla guida dell’Under 19 dal 2020.