Da lontano, Kevin Tulimieri (Mosta Football Club, Malta)

Scritto il 20/11/2023
da Pino Lazzaro


Classe 1992, da Siano (provincia di Salerno), dopo il settore giovanile col Pescara, ha via via giocato con Vietri Baia (Eccellenza), Serre (Eccellenza), Gelbison (D), Nocerina (C1), Casale (C2), Aversa (C2), ancora Gelbison (D), Potenza (D), Savoia (Eccellenza) e Sporting Fulgor Molfetta (D); a Malta dall’estate 2018, ha vestito le maglie di Spartan Hamrun, Valletta, Mosta, ancora Valletta, Birkirkara e infine nuovamente Mosta.


“Sì, il settore giovanile l’ho fatto a Pescara, un tempo quello in cui era tra i primi d’Italia, assieme a Bari e Atalanta. Nonostante questo, a 16 anni mi sono ritrovato che ho dovuto cominciare dall’Eccellenza; poi la D e la C1 con la Nocerina. Ricordo che m’era stato garantito che di presenze ne avrei fatte, come no, era quello a cui tenevo, ma ho finito per farne mezza di partita, che delusione, avevo anche pensato di smettere…”.

Esasperato
“Sono comunque ripartito dall’Eccellenza, a Savoia: è stato da allora che è come fosse scattata una molla, poi a Molfetta, con i tanti gol che ho fatto, finalmente ero un protagonista. Nonostante questo, nessuna chiamata o magari c’era anche chi chiamava, offrendomi però mille euro al mese. È stato così, proprio per esasperazione, che quella volta ho deciso di prendere l’aereo per Malta, provino con l’Hamrun che è durato diverse settimane, c’era lì Giovanni Tedesco come allenatore, m’hanno preso. Periodo poi tra i più belli per me ed è comunque qui a Malta che l’ho trovata per davvero la meritocrazia”.



“Dover” partire
“Quando mi sono deciso di andarmene, lo dovevo proprio fare, dovevo “uscire”. Avevo come un fuoco dentro, ricordo che non riuscivo quasi più a dormire, stavo male. Allora, via e c’era sì paura, l’essere lontano dalla famiglia e dagli amici, però dentro di me avevo “fame”, oltre che rabbia: sapevo di averle le competenze, senza però che fossi messo in grado di dimostrarle”.

Identikit
“Diverse stagioni che sono qui a Malta, ma sono in fondo quindici anni che sono via da casa, il tutto mi ha fatto certo maturare. Come calciatore mi definisco “un Gattuso”, un grande lavoratore. Con i piedi me la cavo e sono uno che non si ferma mai e certo che sono “serio” come dici tu, sono un professionista, quel che faccio lo faccio intanto per me, io che mi chiedo come si fa poi ad allenarsi male?”.



In crescita
“Qui il livello del calcio sta crescendo, le prime tre della classifica valgono senz’altro una nostra società di C e se ci fossero ancora più stranieri – in campo ce ne devono essere sempre almeno tre di maltesi in campo – potrebbero anche fare la B. Grosso modo la settimana tipo è sempre quella, scarico il lunedì, doppio il martedì e poi un allenamento al giorno sino alla domenica. No, niente ritiro, qui è tutto vicino e solo quando ci sono semifinali e finali del campionato, allora sì capita di farlo”.

Con loro
“Nello spogliatoio si parla inglese e maltese e diciamo che con l’inglese me la cavo abbastanza bene. Lì dentro, con i compagni, non sono certo uno che “attacca al muro”, roba questa di tanti anni fa, mica è boxe quel che facciamo. Certo che parlo lì dentro, ma non a vanvera… ho a che fare con tanti giovani, ci sto attento, bastano due-tre partite e cominciano magari ad atteggiarsi e allora intervengo, occhio, mai rilassarsi e so pure di essere in campo la mia parte fastidioso, mai zitto, vedo le cose e le dico: sono “vecchio”, non ho la loro età”.



L’Italia è… lontana
“L’obiettivo che abbiamo non può essere altro che salvarci, parecchi in squadra i diciottenni. È un’esperienza, quella all’estero, che proprio la consiglierei a un giovane, soprattutto se vuole crescere. In effetti avrei anche potuto tornare in Italia, in Serie C, solo che mi offrivano milleduecento euro al mese, non ce l’avrei fatta nemmeno a vivere con quei soldi. A casa ci torno una volta all’anno, non di più e devo dire che non mi manca l’Italia. Dopo? Ancora non ci penso e come m’hanno insegnato a suo tempo i miei genitori, ora come ora preferisco continuare a vivere alla giornata, sì”.