La partita che non dimentico... Simone Della Latta

Scritto il 22/11/2023
da Pino Lazzaro


“Ne avrei più di una, penso così alle finali playoff che ho giocato col Padova, meglio però non pensarci a come sono andate… ecco che preferisco allora ricordarne una di positiva, in cui ho fatto anche gol: il ritorno della semifinale playoff ad Avellino, giugno 2021, io dunque col Padova, in casa avevamo pareggiato per 1 a 1”.



Playoff in salita
“Campionato quello in cui siamo stati spesso primi in classifica e ci hanno presi proprio al fotofinish (il Perugia, stessi punti, 79, poi promosso per via degli scontri diretti; ndr). Dunque playoff, con lo “spavento” contro il Renate, avevamo vinto da loro per 3 a 1, sembrava più che fatta e in casa siamo riusciti invece a fare gol quasi all’ultimo, perdevamo per 3 a 0, avanti noi. Ricordo, all’andata in casa con l’Avellino, quanto sia stata rognosa e intensa quella partita, una decina di ammoniti, pareggio che a loro stava bene, dovevamo andare lì da loro poi”.

Più forti
“C’era il Covid, pubblico non ce n’era, però l’abbiamo ben percepito lo stesso il calore della città e quanto si sono fatti sentire i loro tifosi lì sotto il nostro hotel la sera prima. Abbiamo fatto davvero una grande partita, eravamo una bella squadra, potevamo farne ancora di gol, loro mai pericolosi. Il gol? Cross di Ronaldo, una sponda non proprio voluta, di schiena, di Rossettini e io al volo, dentro l’area piccola, che la butto dentro e via di corsa verso la nostra panchina, ad abbracciarci. Ecco, preferisco riandare a tutto questo, la finale che è poi andata come è andata (doppio 0 a 0 con l’Alessandria e dopo i tempi supplementari, sconfitta ai rigori per 5 a 4; giusto per “infierire”, da ricordare che la stagione successiva Della Latta e il Padova la finale playoff la persero contro il Palermo; ndr)”.


L’immagine
“Rivedo la mia esultanza e c’è quella foto che inquadra la porta in cui ho fatto gol, come detto non c’era il pubblico e si vede per bene quell’immagine del lupo, il loro simbolo, posta là dove si sistemano le tifoserie ospiti. Te la mando quella foto, ce l’ho, io che sto andando verso la nostra panchina, lo si vede per bene quel lupo”.



A che punto
“Penso d’essere nel pieno della maturità, 30 anni, direi insomma all’apice. Dopo Padova ho deciso di fare una scelta differente, piazza magari meno prestigiosa, ma ho preferito sposare il progetto della Carrarese, anche perché sono a un quarto d’ora da casa. Non è che mi sia lasciato proprio bene col Padova e non certo con la piazza, ma con la società. Volevano andassi a Pescara, pensavano a uno scambio e mi disturbava questo sentirmi praticamente un pacchetto postale, no grazie. Avrei potuto aspettare, alla fine la soluzione sarebbe comunque arrivata, ma ho preferito così”.



Con loro
“Sono uno che si è sempre allenato al massimo, uno poi che non vorrebbe mai perdere, nemmeno una partitella. Lì dentro, nello spogliatoio, un mio ruolo l’ho sempre avuto, diciamo che sono uno “che conta”. Sempre cercando di dare una mano ai giovani – sono proprio cambiati i tempi – senza essere invidioso o ste cose qui se c’è qualcuno che ha delle doti, cercando insomma di aiutarli, come al tempo avrei voluto avessero fatto con me…”.

Dopo
“Dai, mi sono anche laureato, a Pisa, Scienze Politiche, ma quel che penso possa essere il mio futuro è fare l’allenatore, ci proverò. O forse magari il direttore sportivo, però ora come ora mi vedo più sul campo. Procuratore? No, certo che no”.



Dopo il settore giovanile con l’Empoli, Simone Della Latta (classe 1993) ha via via giocato con Gavorrano (C2), Esperia Viareggio (C1), Pontedera (C), Grosseto (C), ancora Pontedera (C), Piacenza (C) e Padova (C); con la Carrarese (C) dalla stagione 22/23.