Sotto la maglia da Supereroe

Scritto il 27/11/2023
da Tommaso Franco


foto: Maurizio Borsari

La storia di André

André Schürrle è stato Campione del mondo con la Germania nel 2014, ha vestito maglie importanti, dal Dortumund al Chelsea.

Ha abbandonato calcio a nemmeno trent’anni, al termine di una carriera che gli ha riservato non poche soddisfazioni sul campo, in patria e fuori, oltre ai traguardi storici con la sua Nazionale, naturalmente.

Un addio che ha fatto rumore, un po’ per l’età e un po’ perché, senza uno sguardo attento, le motivazioni potevano apparire tutt’altro che comprensibili. Il perché di questa scelta apparentemente bizzarra e anacronistica prende forma lentamente, anno dopo anno palesando quella che sembra essere stata una vera e propria liberazione da un mondo che non riusciva più a vivere in modo normale. 

“Non ho più bisogno di applausi. Le ombre si sono fatte sempre più buie e le luci sono sempre meno. In questo mondo conta solamente la prestazione sul campo, debolezza e vulnerabilità non devono mai esistere”.

Troppe sensazioni negative, per rimanere.

Ora il campione tedesco testa il suo limite avventurandosi in imprese estreme che, come una sorta di punizione auto-inflitta, lo aiutino a scoprire l’essenza in condizioni quasi inumane come, ad esempio, scalare a torso nudo lo Zugspitze (con i suoi 2962 metri di altitudine, la vetta più alta in Germania).

“2 di notte, silenzio, completamente esausto, ancora 5 ore alla vetta, freddo, milioni di domande in testa…" 

Da fuori sembra tutto cosi semplice.

Il percorso di André, come quello di molti altri, spazza via in un attimo decine di preconcetti e scorciatoie sulla vita di un atleta svelando le fragilità umane che possono nascondersi sotto la maglie da supereroe.