La partita che non dimentico... Matteo Marotta

Scritto il 05/12/2023
da Pino Lazzaro


“Quelle che più mi sono rimaste nel cuore sono in effetti due partite legate a due vittorie di campionati, entrambe tra i dilettanti, peccato non averlo mai fatto con la C, c’ero andato vicino col Piacenza, ma niente (finale della Final Four nel giugno 2019: dopo lo 0 a 0 dell’andata, il Piacenza viene battuto dal Trapani per 2 a 0 e squadra siciliana promossa in B). Di queste due, ne dico una: Ciserano-Giana, campionato di Eccellenza”.

Gruppo /1
“Noi da loro con cinque punti di vantaggio, girone di ritorno, il nostro portiere subito espulso per fallo da ultimo uomo, noi sotto per 1 a 0. Riusciamo a pareggiare, 2 a 1 per loro, pareggio, 3 a 2 per loro e pareggio: finita 3 a 3. Una partita quella che ancor più ci ha fatto poi andare a vincere il campionato e che mi fa soprattutto ricordare l’unità di intenti di quel nostro gruppo, eravamo soprattutto amici, sono stato per dire testimone di nozze di uno di loro e c’era pure quello che adesso è il nostro allenatore, Chiappella”.



Gruppo /2
“Te ne dico poi una tra i prof, Alessandria-Giana, noi così al Moccagatta, periodo quello in cui loro puntavano a vincere il campionato che l’ha poi vinto la Cremonese, con una grande rimonta. Noi quell’anno siamo arrivati quinti, un bel misto di giovani e non e ricordo quanto ci ha aiutato Pinardi in quel suo ultimo anno. Sotto subito 1 a 0, in più con un mezzo fallo per noi che poteva starci… siamo passati poi a 4 a 1 per noi e al 4 a 2 finale. Che partita che abbiamo giocato, il nostro anno più bello in C, anche quello un piazzamento legato soprattutto al gruppo, a quel che eravamo assieme”.

Immagini /1 e 2
“Rivado all’assist che sul gol del 3 a 3 ho fatto a Biraghi: uno-due un po’ lungo, faccio uno scavetto e lui pareggia, mancava poco alla fine. Della partita con l’Alessandria ricordo invece il gol di Bruno, per come si sviluppò l’azione: palla avanti, scarico e nuovamente in verticale, poi il cross di Augello – bravo lui e la carriera che ha fatto – e gol”.


A che punto
“Di anni ne ho 34, poco da fare, il tempo davanti è quello che è. Devo dire che ora come ora mi sento bene, dopo due anni lontano dalla C ho visto che mi sono rimesso in palla, come ritmo e come gambe ci sono e m’accorgo che sto tuttora crescendo. Di mio la fortuna di non aver avuto troppi infortuni, con in più la dedizione con cui ho sempre fatto il calciatore. So che sto andando verso la fine della carriera e già ho cominciato a pensare al post, ma ancora non so, forse provare a restare nel mondo del calcio, forse. Dovrò comunque fare prestino, anche perché non è che abbia poi chissà quali risorse economiche per permettermi di aspettare più di tanto”.

Dedicato
“Sì, come detto sono sempre stato uno dedicato, direi insomma che proprio sull’allenamento ho costruito la mia carriera. Non mi sono mosso più di tanto, poche squadre e sempre qui vicino e devo pure aggiungere che non è che mi siano arrivate poi proposte su proposte. Forse perché non ho fatto un settore giovanile importante, mai tanti gol…”.



Con loro
“Nello spogliatoio sono uno che scherza, che cerca insomma ci sia del buonumore, è un bene ci sia un buon ambiente, dove si possa dialogare e pure divertirsi ed è così che ci si allena meglio: se c’è negatività, se c’è un’aria pesante, il tutto poi te lo porti anche in campo. Quando “vedo”, allora non mi tiro indietro se c’è da dire qualcosa, l’età ce l’ho e pure la credibilità per farlo, sì”.

Quel che conta
“Tutto sommato mi ritengo uno umile, già ti ho detto della mancanza di un settore giovanile, forse avrei avuto qualche possibilità in più, poi penso a quell’anno col Piacenza, in classifica ci hanno presi proprio all’ultimo, quei playoff potevano davvero essere una sliding door… però se proprio devo fare un bilancio, dico pure che mi reputo uno fortunato, di campionati ne ho vinti più di uno e si sa quanto è bello vincere. In più l’aver avuto spesso vicino le stesse persone ha fatto sì di avere delle amicizie che nel calcio non molti possono avere: ecco perché mi reputo uno fortunato”. 



Classe 1989, Matteo Marotta gran parte dei suoi anni da calciatore li ha vissuti con la maglia del Giana Erminio (partendo a suo tempo dalla Promozione sino all’approdo, su su, in Serie C e ritornandovi la scorsa stagione in D, con la nuova promozione in C); nell’intermezzo ha giocato con il Piacenza (C), il Lecco (C) e il Sangiuliano (D).