"Le parole che non ti ho detto", Giovanni Fabbian

Scritto il 07/12/2023
da Giuseppe Rimondi


Catapultato nella serata dedicata alla stelle del calcio e dello spettacolo, questo ragazzo di appena vent’anni, al suo secondo anno da professionista, non fa una piega. A tavola, tra gli altri, con tre campionissimi dell’Inter, Barella, Bastoni e Calhanoglu, coi quali aveva iniziato il ritiro la scorsa estate, e la sua fidanzata Benedetta, si gode la festa del “Gran Galà del calcio” dimostrando una personalità più spiccata di quanto non lasci immaginare la sua giovane età. Il premio assegnatogli come miglior giovane della serie B 2022-23 lo commenta così: «Essere qui è una grande emozione, tutti questi campioni saranno uno stimolo per fare sempre meglio e il premio lo considero come un punto di partenza. Certo, dà molta soddisfazione sapere che sono stato votato da tanti miei colleghi, un motivo d’orgoglio in più».



Da Rustega, frazione di Camposampiero provincia di Padova, fino alla serie A: sei la rivincita per il tuo nonno Gabriele. Vuoi raccontarci questo aneddoto?

«Lui giocava libero nel Giorgione, nel 1957 il grande “Paron” Nereo Rocco arrivò a casa nostra, lo avrebbe voluto portare al Padova, quel Padova che con Hamrin conquistò il terzo posto in campionato, ma suo papà, avendo solo lui come figlio maschio, non gli diede il permesso. Doveva pensare ad aiutare la famiglia col lavoro nei campi. Ora mi segue con passione, è già venuto al Dall’Ara una volta per vedermi dal vivo».

Dalle giovanili del Padova a quelle dell’Inter, un bel salto…

«Sì, ho passato cinque anni bellissimi, molti dei quali sotto la guida di mister Chivu, culminati con la conquista dello scudetto Primavera».



Al tuo primo anno nel calcio che conta subito 8 reti.

«L’istinto del gol l’ho coltivato anno dopo anno cercando di migliorarmi sempre. Certo che tante reti nel mio primo campionato di serie B non me le aspettavo».

In estate eri già dell’Udinese ma l’affare Samardzic è saltato, sei arrivato a Bologna ed è subito boom.

«Contro il Cagliari entro sul risultato di 1-1 a pochissimo dalla fine. Calcio d’angolo, Kristiansen impegna il portiere con una sforbiciata, ma la palla non viene trattenuta e io, in agguato, allungo la gamba e segno la mia prima rete in serie A che è quella della vittoria. Una gioia indescrivibile, consumata in pochi attimi dal debutto».



Un gol alla Pippo Inzaghi?

«A lui devo tantissimo, l’anno scorso alla Reggina mi ha insegnato molto, lo sento spesso, anche quando sono arrivato al Bologna, la scorsa estate, mi ha scritto immediatamente per incitarmi a fare bene. Tra poco lo incontrerò da avversario ma lo abbraccerò con tanto affetto».

Il senso del gol lo hai mostrato pure nell’Under 21 azzurra, vero?

«Sì, a San Marino sono entrato e grazie all’assist di Calafiori, mio compagno nel Bologna, sono riuscito a segnare, anche se poi in Irlanda qualche giorno dopo ho fallito un’occasione importante. Ma quello che conta è continuare a provarci e pensare positivo».

Con Thiago Motta come va?

«Benissimo, ho un ottimo rapporto con lui, ci insegna tantissimo ed è molto esigente, dopo la partita col Torino (secondo gol vincente, nda) mi ha fatto i complimenti. Con lui posso migliorare tanti aspetti del mio gioco. Qui al Bologna siamo davvero un bel gruppo, forte e unito».

Bologna sogna l’Europa, cosa ne pensi?

«Sono della stessa opinione del mio allenatore, pensiamo sempre e solo alla partita successiva, l’unico modo per fare sempre bene. Poi, a primavera, guarderemo la classifica….».