Cristian Pasquato, una "vita" in orbita Juve

Scritto il 14/12/2023
da Luca Pozza


Il suo cartellino è rimasto di proprietà della Juventus per oltre una quindicina d'anni, dal 2003 al 2019. Eppure in campionato ha vestito la maglia bianconera solo per pochi minuti, all'età di 19 anni, nella sfida contro il Catania, con Claudio Ranieri in panchina, subentrando nel finale al posto di Alex Del Piero. Strano destino (calcistico) quello di Cristian Pasquato, attuale attaccante del Trento (Serie C, girone A), uno dei calciatori italiani più talentuosi, che in Serie A ha giocato anche con le maglie di Lecce e Bologna, tra i cadetti con sette squadre diverse mentre all'estero ha vinto uno scudetto e una coppa nazionale in Polonia.



Giovanili bianconere
Cristian, nato a Padova il 20 luglio 1989, ha iniziato da bambino se è vero che dopo aver iniziato nel club della sua città nel 1995-1996, a 7 anni è passato al Montebelluna, società trevigiana, dove è rimasto sino a 14 anni, prima di fare il grande salto in uno dei club di maggior prestigio. “Alle giovanili della Juventus sono approdato nell'estate 2003, frequentando contemporaneamente il college che mi ha consentito di studiare ed ottenere il diploma di perito elettronico. Nella stagione 2005-2006 abbiamo vinto lo scudetto Allievi nazionali e la Supercoppa Primavera nel 2007. Qui, nella finale contro l'Inter, sbloccai il match su punizione (gara poi vinta 2-0, ndr.): in molti mi chiedono di quel gol, in realtà rappresenta solo un bel ricordo, quando militi nelle giovanili, l'unico sogno è poter calcare un giorno i grandi palcoscenici”.

Proprietà Juve
Nell'estate 2008, a 19 anni, ecco il primo dei numerosi prestiti. “Approdai all'Empoli in B, dove sono rimasto per due stagioni di fila, per poi finire alla Triestina e al Modena, dove nella stagione 2010-2011 ho segnato 9 reti, il mio record. L'estate 2011 fu l'anno della svolta: mi chiesero se volevo restare in bianconero, ma preferii andare a Lecce in Serie A e giocarmi le mie carte. Probabilmente avrei fatto meglio restare a Torino, quell'anno iniziò l'era Conte e per la Juve la nuova "casa" diventò lo Stadium. Nel calcio certi treni passano una volta sola e quella volta non ci saltai sopra. Con la Juventus ho comunque fatto tre ritiri estivi completi: campioni come Buffon, Chiellini, Barzagli, Bonucci e Vidal, mi hanno insegnato molto come calciatori ma anche come uomini”.



L'azzurro gli dona
Non solo il bianconero ma anche l'azzurro tra i suoi colori preferiti. Ha indossato 32 volte la maglia della Nazionale (forse un record, comunque è tra i primi nella storia), disputando tutte le categorie, dall'Under 15 all'Under 21, con 7 gol complessivi. “È un risultato di cui vado fiero, giocare per l'Italia, pur a livello giovanile, è stata una soddisfazione e un orgoglio. Penso aver fatto invidia ai miei coetanei, a quell'età gli aspiranti all'azzurro sono decine di migliaia, ma per ogni torneo o amichevole ne convocano solo una ventina. Con l'Under 21 ho disputato 5 partite, che ricordo bene”.

Russia e Polonia
Nella sua carriera anche tre annate all'estero, una in Russia e due in Polonia. “Due esperienze atipiche per un calciatore italiano, soprattutto la prima al Sovetov Samara nel 2016-2017, ma mi sono fidato del mio procuratore e alla fine è stata una bella esperienza. Più prestigioso il biennio successivo al Legia Varsavia, considerata la "Juventus della Polonia", una grande gioia vincere due trofei così importanti. Una volta tornato in Italia sono saltate alcune trattative che sembravano definite, tra cui quella con la Reggiana, così ho accettato di scendere in Serie D, nel Campodarsego, vicino a casa, un torneo che stavamo dominando ma poi fermato dal Covid. Dall'estate 2020 la serie C è diventata la mia categoria, prima a Gubbio e da due anni a Trento, dove mi sento a casa. Il futuro? Al momento non ci penso, sono un calciatore integro e motivato, conto di andare avanti almeno un altro paio di stagioni”.



Famiglia felice
“Sono sposato dal 2012 con Giulia, anche lei padovana, conosciuta nel 2008: abbiamo due figli, Leonardo di 12 anni e Ginevra di 8. Da un po' di tempo abitiamo a Vigonza, nel Padovano: per un po' mi hanno seguito, ma negli ultimi anni ho preferito spostarmi da solo, perché è giusto continuino a studiare nella loro scuola e frequentino gli stessi compagni e amici. A casa torno sempre nel giorno di riposo e quando è possibile”.