Brunori e gli altri. Quando il pallone diventa magia

Scritto il 11/12/2023
da Tommaso Franco


E’ da poco scoccato il terzo minuto di Parma - Palermo quando d’improvviso la partita si accende con una di quelle prodezze che valgono da sole il prezzo del biglietto. Una banalissima palla persa a centrocampo innesca la pazzia calcistica di Mattia Brunori che da oltre 40 metri di sinistro cerca e trova la porta con un pallonetto meraviglioso. Sono queste le gesta a cui ogni ragazzino pensa, quando pensa al calcio. Assieme alle rovesciate. 

Questo tentativo tanto efficace quanto fanciullesco nell’idea della sua essenza è una rappresentazione materiale del calcio che riprende il suo spazio. Si riappropria della bellezza, dell’estetica pura. Allo spettatore, solitamente appagato anche da un gioco che non regala così spesso spettacolo puro, pare quasi impossibile poter assistere dal vivo a simili colpi. 


E così la mente torna ai colpi di Ibrahimovic, all'indimenticabile rete in Svezia - Inghilterra nel novembre del 2012. Ma anche a Mascara, nelle reti di Palermo - Catania (1° marzo 2009) e Inter - Catania (15 ottobre 2006), e Quagliarella per il quale il “gol d’arte” sembrava quasi ordinaria amministrazione. 

Il calcio che rimane per sempre è il calcio dei grandi colpi, degli imprevisti, delle idee impossibili dei gesti talmente unici da essere irraggiungibili e irriproducibili.