Con Enrico Battisti, CT Under 15

Scritto il 15/12/2023
da Pino Lazzaro

 Pagine Azzurre 



Marchigiano di Fano, classe 1975, una laurea in Scienze Motorie, Enrico Battisti prima di approdare al Club Italia ha avuto via via esperienze nei settori giovanili di Fano, Vis Pesaro, Federazione di San Marino, Pergocrema, Bari, Juventus, Udinese e Pescara. Da aggiungere poi i campionati vissuti quale secondo allenatore in serie B, prima a Trapani nel 2016 e poi a Pescara nel 2020.

 


“Giocavo tra i dilettanti, tanti anni fa naturalmente, proprio appassionato. Molto presto, avevo 24 anni, mi venne offerta la possibilità di allenare nel settore giovanile di una società professionistica, erano i giovanissimi, impossibile allora poter avere un doppio tesseramento per due società, è così che è cominciata”.



In giro per l’Italia
“Sì, di società ne ho vissute diverse, davanti a tutto la passione, provando a investire su me stesso. M’interessavo tra l’altro pure di turismo, un qualcosa di ben strutturato là da dove vengo e dunque l’opportunità che mi dava il calcio di vedere tanti posti diversi dell’Italia è stato un qualcosa in più, che mi ha arricchito”.

Il privilegio
“Quel che faccio è sì una professione, ma per me è soprattutto un piacere ed abbinare la passione al lavoro è certamente il massimo. Mi alzo la mattina e penso calcio, così praticamente per tutto il giorno e non mi pesa: ci metto certo attenzione e dedizione, ma è pur sempre divertimento”.

Il campo che non manca
“Mi piace la tensione della gara, il preparare l’allenamento, il vincere e sei contento e però pure le riflessioni legate invece a una sconfitta; l’interagire con lo staff e lo stimolo di inseguire un percorso di crescita, provando a mettere tutto questo in pratica lì sul campo. Per quelle che sono le mie giornate, anche senza campo m’accorgo che minimo le otto-dieci ore al giorno sono sempre lì preso. Il rapporto con lo staff, le interazioni con gli allenatori e gli stessi osservatori, il guardare partite di giocatori che stiamo seguendo e il continuo lavoro di scouting… no, non mi manca insomma il campo”.



Identikit
“Sono cambiato negli anni. Da una parte le esperienze fatte, dall’altra pure i confronti e i suggerimenti via via con le persone con cui ho avuto modo di lavorare. Un tempo ero certamente più agitato e “preso”; non che non lo sia tuttora, ma penso insomma che la “prestazione” dell’allenatore debba concentrarsi più sulla razionalità che l’istintività… un lavoro che negli anni ho fatto su me stesso, proprio per contare su una maggiore lucidità”.

Con loro
“Qui in Nazionale vedo nei ragazzi quanto rispetto abbiano dei ruoli: è appunto la “Nazionale”, per loro una prima volta. Più che “mister” a me piace il termine coach e comunque, soprattutto per il contesto in cui si trovano e non certo per una mia richiesta, mi danno del lei. Parlando del concetto di leadership, personalmente sono più propenso a un taglio democratico, non sono uno che sceglie e vuole determinare tutto. Il mio compito, pensando per esempio allo staff che lavora con me, è di mirare a una sintesi. In determinati frangenti preferisco poi coinvolgere direttamente pure i ragazzi, confrontandomi con loro, vedi ad esempio sulla scelta del capitano”.

Un altro passo
“Certo loro sono differenti da quando ho iniziato, 25 anni fa, sono cambiati ambienti e situazioni. Ora sono tecnologici, sicuramente più svegli di quel che potevano essere a suo tempo. Li trovo molto intelligenti, specie in quel loro sapersi subito e bene adattare: è un pregio questo che hanno. E l’ho ben visto proprio nell’esperienza che abbiamo fatto in Portogallo, gli otto giorni passati assieme, come siano cresciuti in maniera esponenziale. Loro che fanno sport a un livello già alto e che possono vivere questo tipo di esperienze: hanno certo una marcia in più”.



E la scuola?
“In passato ho fatto l’insegnante e dunque quello della scuola è un argomento che continua a interessarmi. Chiedo sempre come va, quali le materie che preferiscono e ancor più m’interessa come riescano a coniugare le due cose, calcio e scuola, come insomma si organizzano”.

Perché crescano
“Come detto l’andare in Portogallo (otto giorni) e il successivo Torneo di Natale (4 giorni) è stata la prima vera opportunità di stare assieme, potendo così avere la possibilità di fare delle valutazioni più specifiche. Giorni in cui ho visto molta attenzione e molta dedizione e pure i miglioramenti che ci sono stati. Ecco, l’obiettivo per il 2024, grazie alle partite di valore che li aspettano, è di accompagnarli e di aiutarli in questa loro crescita”.



LA SCHEDA
Inserita ufficialmente nella struttura nella stagione 2011-12, la Nazionale Under 15 – come ricordato nel sito della Figc – articola la sua attività agonistica in due parti ben distinte. Da una parte le selezioni territoriali in diverse parti d’Italia per la formazione della squadra e dall’altra la Nazionale che partecipa ad amichevoli e tornei internazionali. Dopo la partecipazione, a cavallo tra novembre e dicembre, al Torneo di sviluppo Uefa in Portogallo (sconfitte con Scozia e Stati Uniti, vittoria col Portogallo; più sotto la lista dei convocati), si è successivamente tenuto a Coverciano, tra l’8 e il 10 dicembre, il cosiddetto Torneo di Natale che ha visto all’opera i 66 U15 (tre squadre con rose di 22 giocatori; tutti classe 2009) selezionati dopo i quattro raduni (nord, nord-centro, centro e sud) che tra ottobre e novembre hanno visto all’opera oltre 170 ragazzi.

Questo il gruppo che ha partecipato al Torneo di sviluppo Uefa in Portogallo:
portieri: Tommaso Mazzi (Fiorentina), Mattia Sonzogni (Atalanta); difensori: Andrea Ansideri (Fiorentina), Pietro Battaglini (Empoli), Salim Berrima (Atalanta), Cristian Cioffi (Roma), Christian Franco (Juventus), Matteo Iovane (Lazio), Edoardo Rocchetti (Juventus); centrocampisti: Nana Jeffrey Baffoh (Sassuolo), Thomas Corigliano (Juventus), Francesco Gasparello (Atalanta), Gioele Giammattei (Roma), Samuele Pisati (Milan), Pietro Stocco (Atalanta); attaccanti: Destiny Onoguekhan Elimoghale (Juventus), Marcello Fugazzola (Atalanta), Kevin Fustini (Bologna), Delis Gjeci (Inter), Anthony Tagliente (Parma).