"Le parole che non ti ho detto", Claudio Cassano

Scritto il 16/12/2023
da Giuseppe Rimondi


Allora Claudio non vorrai per caso farci credere che il “vero” Cassano sia tu?

«Non scherziamo, il talento che aveva  Antonio lo possiedono in pochi, diciamo che siamo pugliesi entrambi, io di Barletta lui di Bari. Intanto cerco di migliorarmi giorno per giorno».

Da piccolo lo guardavi giocare?

«Quando lui esplose nel Bari io non ero ancora nato (sono del 2003), ho però visto tanti filmati delle sue prodezze. Invece quando ha giocato prima nel Milan poi nell’Inter ero abbastanza grandicello per potermelo guardare!»

Anche tu, come il Fantantonio, sei passato da Roma?

«Fino a 13 anni sono cresciuto nelle giovanili del Barletta, poi un anno a Bisceglie nella loro Under 15. A quel punto avevo tante richieste ma ho scelto la Roma. Sono stati cinque anni bellissimi, fino alla formazione “Primavera”. Mi sono allenato anche con la prima squadra, legando soprattutto con i più giovani, da Zalewski a Bove».

Poi in estate la piccola delusione di dover cercare un’altra destinazione per continuare la tua crescita.

«Sì, in effetti quando ho capito che la società giallorossa puntava su altri elementi un attimo di delusione c’è stato. Lì ho passato tanti momenti bellissimi e sognavo di debuttare all’Olimpico con quella maglia».

Poi il Cittadella scommette su di te e ti acquista a titolo definitivo: contento?

«Molto, credono in me, mi danno la possibilità di crescere senza eccessive pressioni. Qui siamo come una famiglia. Mister Gorini nel suo modulo, il 3-4-1-2, mi schiera da trequartista, dove credo di potermi esprimere al meglio».

La tua vita fuori dal campo a Cittadella come procede?

«Vivo da solo e spesso la mia fidanzata e la mia famiglia vengono su a trovarmi e a vedere la partita, altrimenti mi seguono alla televisione».

Da ragazzino hai ricevuto alcuni no da società blasonate per colpa della tua altezza,  adesso stai rispondendo sul campo, vero?

«Beh, ho segnato proprio di testa il mio primo gol fra i professionisti contro il Lecco, ed è stata una rete vincente. Nonostante la non elevata statura quello di testa è un colpo che, sfruttando i tempi di inserimento giusti, mi piace provare».

 


Anche il  tuo idolo di sempre non è un gigante….

«Messi, sì, ho sempre guardato lui, miglior giocatore al mondo, inarrivabile per me, ma grande fonte d’ispirazione».

Il tuo percorso procede anche in azzurro?

«Sì, circa un anno fa ho debuttato nell’Under 20, con gol, a Sassuolo contro la Repubblica Ceca. Appena qualche settimana indietro, sempre a Sassuolo, contro il Portogallo non sono entrato ma sono comunque contento di fare parte di questa rappresentativa».

Buona fortuna FantaClaudio!