La partita che non dimentico... Pasquale Pane

Scritto il 26/12/2023
da Pino Lazzaro


“Se mi consenti, te ne dico due di partite perché sono unite tra loro, un qualcosa che per me è importante, che significa parecchio, perché lì dentro per me c’è insomma pure del sentimento. La prima è Akragas-Catania, noi che si giocava in casa e abbiamo vinto per 2 a 1: al 90’ ho parato un rigore, al braccio la fascia di capitano. Era pure un derby, molto sentito, come faccio a dimenticare?”.


Giusto una coincidenza?
“L’altra è dell’anno scorso, Avellino-Catanzaro, loro davvero una corazzata e lo si è ben visto. Partita che abbiamo pareggiato, 2 a 2, perdevamo 2 a 0 e anche lì ho parato un rigore al 90’ e avevo la fascia di capitano al braccio. Non la so bene spiegare sta cosa, non so se vorrà dire qualcosa, però quando m’hanno dato quella fascia di capitano, ho subito ripensato al rigore parato con l’Akragas e d’istinto, lì a chiedermi se era Iemmello a tirare i rigori per il Catanzaro, il flash che ho avuto, lui che l’avrebbe incrociata, così ho subito pure detto. E così è andata: per questo, se penso a una non posso non riandare all’altra”.


Immagini
“Intanto penso alle foto sui giornali il giorno dopo, specie quella scattata da dietro che mostra la parata. Quel che ricordo subito, anche adesso, è la sensazione che ho provato correndo ed esultando con tutta la squadra sotto la curva. Un qualcosa pari pari dopo quell’altro rigore parato e rivedo stavolta in particolare l’esultanza della panchina, ancora tutti assieme lì sotto la curva”.

A che punto
“Sento che posso dare veramente tanto. Per me sono nell’età migliore, ho un contratto qui sino al 2026, vorrà dire che di anni ne avrò 36, tutti così a pensare che sarà questo il mio ultimo contratto, ma io il tutto lo vedo ancora molto lontano. Sto meglio adesso che da giovane, l’esperienza mi ha insegnato a curarmi di più e meglio, peccato a suo tempo non essere passato da un settore giovanile, mi avrebbero insegnato di più, io che sono passato direttamente da una scuola calcio al ritiro con una prima squadra… certo però che il tutto m’ha fatto così crescere”.



Non solo la B…
“Non puoi immaginare quanto mi manchi non esserci arrivato alla B. Sta cosa mi è rimasta qui di traverso, ci sono andato vicino parecchie volte, niente da fare. Però non è finita: quando ho scelto l’Avellino, accettando pure il ruolo di secondo, l’ho fatto perché per me era l’unica strada per arrivare all’obiettivo che ancora ho dentro, che non è poi la B, ma proprio la A. Magari sorridono di me, sai com’è, l’età che ho, nemmeno gioco, però io la sento come una motivazione necessaria: era insomma l’Avellino per me la strada giusta”.

Con loro
“Mi considero un uomo-spogliatoio, spesso mi è stato pure riconosciuto e sono uno che cerca di farsi capire soprattutto con l’esempio. So scherzare, cerco ci possa essere allegria e non mi tiro certo indietro nel dare consigli, specie ai giovani, che non sono quelli di un tempo e bisogna stargli un po’ addosso. Le scelte degli allenatori non posso fare altro che accettarle, contento magari proprio non sono, ma continuo ad allenarmi al 100%, come fossi io il titolare e credo che già questo possa essere un esempio, per i giocatori ma pure per gli stessi allenatori”.



La testa
“Ad aiutarmi e ad “aprirmi la testa” pure a suo tempo il supporto di un mental coach, io che portavo a casa, in famiglia, la frustrazione e i problemi. Loro che proprio non c’entravano nulla e sono così arrivato a imparare a distinguere bene: una cosa è il calcio, un’altra la famiglia”.

Dopo
“Ci penso, eccome. Ora come ora ne ho in mente due di strade, sempre calcio naturalmente. La prima è legata alla voglia di continuare a stare sul campo, dunque come preparatore dei portieri; l’altra è quella del direttore sportivo o comunque di un ruolo dirigenziale. Di tempo davanti ne ho ancora un bel po’: c’è chi dice che per il carattere che ho la figura del ds non fa per me, già ci sono poi degli allenatori che ho avuto che mi vorrebbero nei loro staff come preparatore dei portieri e a loro dico sempre di… lasciarmi stare. Sì, deciderò”.


Classe 1990, Pasquale Pane dopo l’Eccellenza con l’Atletico Trivento e la serie D col Pianura, l’esordio tra i prof l’ha fatto con la Cavese (C1). Via via ha poi giocato con Barletta (C1), Ischia Isolaverde (C2), Aprilia Racing (C2), Benevento (C), Mantova (C), Akragas (C), Robur Siena (C), Sicula Leonzio (C) e AZ Picerno (C); ad Avellino (C) dalla stagione 2020/2021.