Da lontano, Mirko Crociati (South West Queensland Thunder FC)

Scritto il 20/12/2023
da Pino Lazzaro

Classe 1996, esperienze nei settori giovanili di Inter e Chievo, Mirko Crociati ha vestito le maglie di Giana Erminio (D), Mapellobonate (D), Ciserano (D) e Verbano (Eccellenza); dal 2020 con il SWQ Thunder che ha sede a Toowoomba, nel Queensland (Brisbane la capitale), nel nord est dell’Australia.

“Sì, sono a 16.000 km da casa, qui nelle loro squadre ce ne sono due di posti per gli stranieri. Ci giocava allora un mio amico, Pasquale De Vita, lui è passato pure per il settore giovanile dell’Atalanta. In Italia aveva avuto tra l’altro dei problemi per i pagamenti e mi chiese se mi andava di provare. Sono partito, pensavo di starci massimo sei mesi o un anno e poi invece eccomi ancora qui. Ormai faccio calcio a tempo pieno, gioco e alleno gli U11 e gli U12, in più sono supervisore di vari programmi, seguo i campi estivi e poi ci sono i raduni di ragazzini di diverse zone qui dello Stato”. 




Progetti

“A poco a poco tutte le carte stanno andando a posto, tra poco dovrei avere il visto permanente, altro passo per arrivare nel caso pure alla cittadinanza, il poter votare eccetera. Col visto permanente potrei poi anche ambire a squadre australiane più importanti, qualche richiesta potrebbe esserci, ora come ora sono comunque ancora uno straniero. Mai me l’ero immaginato di vivere all’estero, poi però capita che le porte ti sbattano in faccia e penso anch’io ai mancati pagamenti lì in Italia… la meritocrazia qui c’è e venirci mi ha aperto gli occhi, cosa e quanto il mondo può offrire”.

Identikit

“Sin da piccolo, difensore. Direi proprio un lavoratore, mi sono sempre allenato tanto e m’accorgo che fisicamente sto ancora migliorando, mai andato bene come negli ultimi test. Penso d’avere tutto sommato dei piedi buoni, anche qui sono migliorato, pativo di più a 18-19 anni, poi mi ci sono messo d’impegno da solo, avrei dovuto capirlo prima”.



Nello spogliatoio

“Ormai sono quasi quattro anni che sono qui, l’inglese è buono e sono il capitano, spesso lo sono stato anche nelle giovanili, diciamo che del carisma insomma ce l’ho. Qui comunque le modalità sono più aperte che da noi, io stesso – da capitano – ho richiesto un’altra votazione al gruppo, giusto se poteva andare ancora bene come scelta: sono stato “rinnovato” alla grande e mi ha fatto parecchio piacere”.

Che calcio

“Ricordo, all’inizio, lì dietro come difensore, la “confusione” che vivevo in campo. Un calcio, giusto per fare un esempio, più simile alla Premier League inglese, tanta intensità e tanta corsa, qui i 12-13 km a partita li fai di sicuro. Molto di più è poi il tempo attivo, nessuno che si butta e sta lì per terra. Tecnicamente il livello è buono, dove invece sono un po’ indietro è a livello tattico”.

Inquadramento

“Giochiamo nei weekend, può essere di venerdì, di sabato o di domenica. Ci alleniamo tre volte, lunedì-mercoledì-giovedì, sempre di sera, troppo caldo, ora qui ce ne sono 36 di gradi. Oltre gli allenamenti, ciascuno poi fa i propri lavori personalizzati in palestra, un qualcosa qui molto frequentato in generale, intendo anche da chi non fa il calciatore. C’è la Lega principale, per tutto il Paese, tipo la Major League americana e poi ogni Stato ha la sua “serie A” e “serie B”, noi siamo in “B”, grosso modo così una nostra serie C”.



Toowoomba

“La ‘mia’ città, un’ora e mezza da Brisbane. Sui 120.000 abitanti, vita un po’ più cara che da noi, ma stipendi più alti. Mi conoscono ormai tutti e non è fatica per me fermarmi con tutti, “sono quello che fa interviste in televisione”, mi dicono, “l’italiano” e insomma un po’… personaggio lo sono. Pressione zero, allo stadio dalle 200 alle 500 persone, stadi belli dappertutto e proprio il nostro è il più bello e lo sarà ancora di più dopo che sarà rinnovato per le Olimpiadi 2032. Qui solo campi in erba, no sintetico, strutture dappertutto all’altezza, ciascuna con diversi campi”.

Bagaglio che si amplia

“Uscire e vedere quel che fanno da altre parti è un’esperienza che vale la pena di vivere. E vale pure per il calcio: sistemi, metodologie, concetti diversi. Vedi il buono e il meno buono ed è un qualcosa che ti arricchisce, io poi che sognavo di fare questo, già ho fatto così il corso Fifa C e sto ora facendo il Fifa B. In più, la padronanza dell’inglese che mi sta aprendo molte porte. Un conto è l’italiano, ma se penso, che so, a YouTube o ad altre piattaforme, vedo bene quanti riferimenti ho in più con l’inglese”.

Generalizzando: e i ragazzini?

“Li trovo educati e rispettosi, credo un po’ di più che da noi. Qui di sport a scuola ne fanno otto di ore la settimana, tra l’altro con tanta multidisciplinarità, “fisicamente” sono più avanti di noi. Direi che quel che a loro invece manca è la nostra competitività, quella tanta voglia di arrivare che ci mettiamo, noi che il posto in squadra cerchiamo di guadagnarcelo fin da proprio piccoli”.

“Sistemato”

“Fin qui i miei genitori non sono ancora arrivati, giusto degli amici, ma di mezzo c’era il Covid, per quasi due anni non ci si poteva muovere, ma verranno, sì. A casa ci sono stato lo scorso Natale e ora vivo con la mia ragazza, australiana, una casetta in affitto, è tutta orizzontale qui l’architettura, niente palazzoni e condomini”.