Un Duca che lotta come un gregario

Scritto il 12/01/2024
da Claudio Sottile


Edoardo Duca, centrocampista milanese classe 1997, protagonista con il Modena della scalata dalla Serie D alla B.



Annata della consacrazione.
“È presto per dirlo, manca l’intero girone di ritorno, il più importante. Senza dubbio è una stagione significativa, nella quale sto trovando maggiore continuità. Sono contento di ciò sto mostrando, anche se so che posso fare di più. Penso e spero di poterci riuscire nella seconda parte del torneo, dal punto di vista sia delle prestazioni che degli score personali. Vedremo come andrà”.

⁠⁠Le statistiche aggiornate parlano già di due gol.
“Sicuramente giostrando in posizione più avanzata ho la possibilità di stazionare maggiormente nei pressi della porta avversaria e, quindi, mi capitano più occasioni. Ovviamente, tutto parte dalla fiducia e dal giocare. Scendendo in campo assiduamente si alza certamente la percentuale di errori, ma puoi imparare per non fallire nuovamente. In ogni partita riesco ad avere almeno un paio di chance nitide; ad esempio, anche nell’ultimo turno contro lo Spezia, me n’è capitata una. È normale che giocando cresci anche a livello realizzativo”.



⁠Il giro di boa della Serie B.
“In ogni sfida non c’è una favorita, l’ultima può vincere contro la prima. Puoi dare fastidio a qualsiasi squadra, lo abbiamo visto sulla nostra pelle. La classifica è meno corta dello scorso anno, però è un campionato sempre tosto ed equilibrato”.

Un Duca che lotta come un gregario.
“Sono sempre stato uno che corre parecchio, anche se non mi piace farlo a livello di resistenza, sono più da scatto (sorride, ndr). Ti devi adattare al calcio moderno, nel quale l’aspetto atletico rappresenta il 70%. Comunque, non mi tiro indietro quando c’è da correre”.



Il rapporto con mister Paolo Bianco.
“Bello. So che mi vuole bene e che ci tiene, mi sta insegnando tanto. Certe volte mi martella, pretende sempre di più e lo capisco benissimo. Sono contento della fiducia che mi sta dando. Non sono frasi fatte, le penso veramente. È un allenatore che tende ad avere un rapporto intenso con i calciatori, per esempio scherza molto con me e Antonio Palumbo. Mi sto trovando alla grande. Come ho detto in altre occasioni, il mio obiettivo è ripagare con le prestazioni la sua fiducia”.

I dodici mesi appena andati in soffitta.
“Nel 2023 ho accumulato esperienza per la mia prima avventura in cadetteria, e ho iniziato a giocare con continuità. Mister Attilio Tesser mi buttava dentro se non dall’inizio, almeno a gara in corso. Ho acquisito più consapevolezza delle mie doti. Giocando poco, al massimo conosci il tuo potenziale, ma sei un po’ frenato. Macinando minuti, invece, sai quello che puoi dare e che hai dentro”.



Aspettative del 2024.
“Crescere e imparare, non bisogna mai smettere di farlo. Il mio obiettivo è giocare regolarmente e consolidare i numeri, che sono importanti nel calcio di oggi. Come collettivo, desideriamo continuare a fare bene, stazionando nella parte alta della classifica. Meritiamo di stare lì”.

A segno con i Canarini in tre categorie diverse, manca la più prestigiosa.
“Speriamo di arrivarci, di restarci e anche di segnare, magari a San Siro. È un bel sogno”.