Dino Baggio: “Serve puntare sui giovani”

Scritto il 23/01/2024
da Luca Pozza


Con 60 presenze (e 7 gol realizzati) è al trentesimo posto, alla pari con Gianni Rivera, nella classifica delle presenze di tutti i tempi in Nazionale A, con la quale è stato vice campione del Mondo ad Usa 1994, mentre due anni prima conquistò l'Europeo con l'Under 21. Ma Dino Baggio, classe 1971, padovano di Tombolo, ha vinto molto anche a livello di club: una Coppa Italia e Supercoppa Italiana con il Parma tra il 1998 e il 1999, mentre a livello internazionale può vantare una Mitropa Cup con il Torino (1991) ma soprattutto tre edizioni della Coppa Uefa, una con la Juventus (1992-1993) e due con il Parma (1994-1995 e 1998-1999). Ha inoltre militato nella Lazio, dal 2000 al 2023, e a seguire in Premier League nel Blackburn.



In visita alla mostra
Il 19 gennaio ha visitato la mostra di figurine sulla Nazionale italiana di calcio, dal titolo "Celo, celo, manca”, aperta sino a fine mese a Palazzo Cordellina a Vicenza. Su invito di Gianni Grazioli, Direttore Generale dell'Associazione Calciatori, che ha patrocinato l'evento, e alla presenza dell'assessore allo sport Leone Zilio, l'ex centrocampista ha ammirato con un pizzico di nostalgia la sua figurina in occasione dei Mondiali statunitensi (i primi disputati in Nord America), nei quali fu protagonista con due reti decisive: l'1-0 contro la Norvegia (nel match caratterizzato dall'espulsione del portiere Pagliuca dopo 21', con successiva sostituzione di Roberto Baggio) e il primo gol nei quarti contro la Spagna, finita poi 2-1 per la Nazionale di Arrigo Sacchi. Si è emozionato quando ha visto in bacheca la divisa azzurra numero 4 di Giorgio Chiellini (le maglie esposte fanno parte della collezione personale di Grazioli) ed ha esclamato: “Nella mia carriera, nelle squadre di club, ho quasi sempre giocato con il 4 o con l'8. Grazie all'amico Gianni, perché invitandomi a questa mostra mi ha fatto rivivere momenti felici della mia carriera”.



Puntare sui giovani
Nonostante la brillante carriera da calciatore e qualche esperienza da allenatore (è stato collaboratore tecnico al Padova per poi lavorare nelle giovanili del Montebelluna dal 2018 al 2020), da un po' di anni Dino segue con distacco il calcio, pur tenendosi informato. “Il problema maggiore in Italia” - il suo pensiero – “è che bisogna puntare maggiormente sui giovani. Soprattutto ora dopo l'approvazione del Decreto Crescita che prevede sgravi fiscali per chi utilizza giocatori italiani. Magari sarà necessario investire all'inizio, ma credo sia un'ottima scelta puntare sulle Squadre B. Basta guardare i giovani che dopo alcuni anni di esperienza la Juventus sta lanciando in Serie A, ma anche l'Atalanta Under 23 sta facendo molto bene al debutto in C. La speranza è che altri club italiani seguano la stessa strada, questa politica sta dando buoni frutti anche nei maggiori tornei europei”.



Italia da rilanciare
Nel cuore di Dino Baggio rimane sempre la maglia azzurra (“Per me ha sempre rappresentato un punto d'arrivo e un onore”, confessa) che ha indossato anche in Nazionale Under 21 (18 presenze) e nell'Olimpica (5). “Credo che Luciano Spalletti sia la persona giusta per rilanciare la Nazionale, lo ritengo uno dei tecnici più forti al mondo, mi è stato riferito che i ragazzi del gruppo azzurro sono contenti. Lui è stato un calciatore professionista, sa bene cosa chiedere ai giocatori: sono convinto farà bene, abbiamo giovani interessanti che potranno darci soddisfazioni in tempi brevi, spero già dagli europei previsti da metà giugno in Germania”.



Avventura europea
“La strada è in salita” - conclude – “ma noi siamo campioni europei in carica e dobbiamo difendere il titolo con orgoglio. L'Italia deve tornare protagonista, non ci siamo qualificati per gli ultimi due Mondiali, non possiamo assolutamente permetterci di restare fuori anche dalla prossima Coppa del Mondo, non solo per l'immagine ma anche perché ha rappresentato un grave danno economico. La storia dell'ultimo mezzo secolo, come si può ammirare in questa mostra, dice che siamo una delle Nazionali più vincenti e comunque sempre protagonisti, dobbiamo riprenderci questo ruolo. Ma per rivedere un'Italia forte in futuro vale il discorso fatto per i club, bisogna investire nei giovani”.