La partita che non dimentico... Antonino Ragusa

Scritto il 31/01/2024
da Pino Lazzaro


“Per me è facile: la partita che rimarrà sempre dentro di me è Atletico Bilbao-Sassuolo, Europa League, ho fatto pure gol, il mio primo in Europa: abbiamo perso ma come faccio a non ricordarla? Il mister era Di Francesco, lui che nella rifinitura del giorno prima provava sempre la formazione, io c’ero, un po’ insomma me l’aspettavo di giocare”.

Indimenticabile
“Ricordo tutto, proprio tutto ed è stato il giorno prima, nella rifinitura fatta al San Mamés, che ho avuto modo di rendermi conto dov’ero… un terreno di gioco spettacolare, pur se vuoto uno stadio fantastico, quanta emozione. Il giorno dopo eccolo lì illuminato, colori che cambiano, rendendomi conto pure di quanto e come era tutto organizzato e poi quello spogliatoio immenso, con vasche sia di acqua calda che fredda: dai, due giorni indimenticabili”.



Altri livelli
“Due giorni in cui mi sono un po’ immedesimato su cosa volesse poi dire quel livello di calcio, gli impegni di Champions e di Europa League, girare per i campi europei, i tanti impegni, il poco tempo per la famiglia, quanto intensa e bella potesse essere una carriera a quei livelli”.

Il gol
“Cross da destra di Politano, a rientrare. Matri che non ci arriva, il portiere che respinge in uscita e io che la metto dentro al volo, non era proprio facile. No, no, macché togliermi la maglia, stavamo perdendo 3 a 1, ora eravamo 3 a 2, tutto di fretta per recuperare ma poi è finita così, 3 a 2 per loro. La prima immagine? Quella dell’ingresso in campo, non me l’aspettavo, tutta quella gente, quello stadio così pieno”.



Valigia in mano
“Sì, ho cambiato molto. All’inizio venivo da un contratto di cinque anni con il Genoa; il primo anno tra Primavera e prima squadra e in seguito sembrava sempre che ogni stagione fossi il giovane che doveva rimanere, ma poi – per un motivo o per l’altro – sempre in giro in prestito. Alla scadenza del contratto, ecco poi i due anni a Sassuolo, con la successiva prospettiva del Verona, ambizione di vincere la B e un contratto economicamente migliore. Anche lì contratto allungato e via di nuovo con dei prestiti annuali. Aggiungo però che non mi è mai pesato cambiare e poi sono sempre stato in piazze importanti, grande tifo, belle città”.

Il punto
“Fisicamente sto molto bene e vorrei così giocare ancora per alcuni anni e lo capirò da solo, quando mi vedrò magari arrancare, che sarà tempo di alzare la mano e stop. Sono sempre stato uno molto dedicato, sempre, però vedo che in questi ultimi anni lo sono stato – e lo sono – ancora di più. Sarà l’età, sarà la testa, capisco più e meglio ciò di cui ho bisogno e ciò che pure gli altri possono vedere in me, l’esempio che così devo cercare di dare”.



Da capitano
“Dare i giusti consigli e la giusta educazione sportiva, ecco quel che cerco di fare, con tutti ma specialmente con i più giovani. Io sono cresciuto tra giocatori vecchio stampo, so cos’è il rispetto tra compagni, verso l’allenatore e pure verso lo staff. Quando uno sbaglia, cerco di farmi capire e se c’è da rimproverare, anche a battere i pugni sul tavolo, lo faccio. Ma senza esagerare, mai troppo”.

Dopo
“Sto seguendo il corso da direttore sportivo, un ruolo quello che ora come ora mi attira. Aggiungo che pure allenare mi piacerebbe, il poter così rimanere sul campo, potrebbe essere pure un ruolo all’interno di uno staff, chissà”.



Classe 1990, Antonino Ragusa ha via via giocato con Treviso (B), Salernitana (C1), Reggina (B), Ternana (B), Pescara (B), Genoa (A), Vicenza (B), Cesena (B), Sassuolo (A), Hellas Verona (B), Spezia (B), Brescia (B) e Lecce (B); con l’ACR Messina (C) da gennaio 2023.