Pagine azzurre, Francesca Salvatore

Scritto il 01/02/2024
da Pino Lazzaro


CON FRANCESCA SALVATORE 

(commissario tecnico della Nazionale A e Under 19 Futsal femminile)

“Intanto la passione per il calcio, quello a 11, parecchi e parecchi anni fa, come minimo era qualcosa di malvisto per noi donne. Io però caparbia ho continuato, poi l’università a Milano e quando la finii e tornai a casa, ecco – proprio per caso – l’incontro con un’amica, lei a propormi di provare quel che allora era ancora conosciuto come calcetto. È stato lì che è scoccata la scintilla, gol bisognava sempre farlo, me la cavavo bene, non così tanto a difendere…”.

Il percorso /1

“Un paio d’anni a giocare, poi – ancora proprio per caso – l’allenatore si dimise e il presidente che mi butta là: perché non la prendi tu la squadra? Così, anche un po’ ingenuamente, ho iniziato; dapprima nella doppia veste, poi facendo un passo a lato, mi ero resa conto che mi ci voleva più e più attenzione. Così è andata, sempre lì nella mia Pescara, la serie A, per la prima volta una squadra italiana nella Champions League, fino alla chiamata, sei anni fa, della Nazionale”.

Il più

“La passione che continua a spingere e l’opportunità che continuo ad avere di confrontarmi con le persone, dialogando, osservando e mettendomi così in gioco. Un “esporsi” agli altri che mi aiuta a crescere”.

Il percorso /2

“All’inizio era un qualcosa di familiare, una prima parte della mia carriera in cui, facilmente, ero a mio agio. Ora sono in un ambiente diverso, ci sono più responsabilità e anche più regole e pure io sono cambiata. Riconosco che prima ero più autoritaria, arrivando anche magari a prevaricare, sì. Ora no, ora mi affido più all’ascolto, è una strada questa che mi aiuta ad aprire la mente”.

 



Con loro

“Chi mi chiama mister, chi Fra, sono le ragazze che per prime devono sentirsi a proprio agio. Quel che è fondamentale ci sia è il rispetto dei ruoli: come detto un tempo ero più autoritaria, ora – con l’età e l’esperienza – credo d’essere verso il “giusto”. Certo, ho la responsabilità delle scelte: me l’assumo e la partecipo con sincerità, questione di lealtà, alle ragazze”.

In panca

“Anche qui, a poco a poco sono cambiata. Se prima dovevo pure io per dire dover fare la doccia a fine partita, ora sono arrivata a rendermi conto che devo essere l’ultima a perdere il controllo. Sì, ci vuole freddezza e urlare serve sino a un certo punto, porta più vantaggi la calma. Mi sto insomma modulando: è la tranquillità delle ragazze quel che più conta”.

Manca il quotidiano?

“No, non mi manca, anche perché in parallelo ho altro nella vita. Così apprezzo appieno i momenti della Nazionale per cui cerco sempre di prepararmi al massimo, studiando prima e non durante. Vanno bene così queste “pillole” con loro, di tanto in tanto, la passione che brucia sempre, dando proprio il massimo, anche di più. Un qualcosa che sento più maturo, ecco”.



Tanto da fare

“Senza essere disfattista: siamo in ritardo. Spagna e Portogallo per esempio già da tempo hanno investito pure sull’attività giovanile, noi siamo ancora agli inizi, forse lo si è cominciato almeno a capire. Obiettivamente soffriamo pure il dualismo col calcio a 11, capisco che le ragazzine ora possono essere più attirate dalla Roma, dal Milan… eppure il calcio a cinque è comunque propedeutico, un qualcosa che potrebbe andare assieme, poi si sceglierà”.

W il futsal

“È un’attività di base, utile non solo da un punto di vista tecnico, ma proprio come approccio alla disciplina. Con modalità diverse, è vero, però – per come la vedo io – vantaggiose per le ragazzine, tipo che si gioca indoor, che il campo è più piccolo…”.

Obiettivo o sogno?

“Quando si parla di sogni, spesso paiono un qualcosa di irrealizzabile, quasi dei miraggi. Io li traduco invece in motivazioni e dunque il nostro obiettivo/sogno è la qualificazione al Mondiale del 2025: siamo ancora uno sport di nicchia e dobbiamo “sgomitare” per farci notare. Il nostro cammino per il Mondiale comincerà a ottobre e intanto ci aspetta tra non molto un triangolare in Finlandia pure con la Svezia, poi un’amichevole con l’Ucraina, cercando insomma costanza nella competizione: per mettere assieme obiettivo e sogno”. 

 

(Ecco come il sito della Figc presenta il ct del futsal femminile) 

Nata a Pescara, una laurea in Scienze Politiche, Francesca Salvatore è stata una delle prime donne a conquistare il patentino da allenatore di primo livello (2013) ed è stata la prima in assoluto a vincere uno scudetto con il Montesilvano nella stagione 2010/2011. Ricca di soddisfazioni la carriera da calciatrice di futsal, ma anche quella di allenatrice. In FIGC, dopo aver ricoperto il ruolo di tecnico della squadra Under 17 con la quale si qualifica ai Giochi Olimpici di Buenos Aires 2018, diventa la Ct della Nazionale maggiore femminile di futsal – prima donna a ricoprire questo ruolo – che guida all’esordio nel 2017 durante il Torneo 4 Nazioni.