"Le parole che non ti ho detto", Sheikh Sibi

Scritto il 15/02/2024
da Giuseppe Rimondi


Per coltivare i suoi sogni, questo ragazzo gambiano di quasi 26 anni, compie il suo viaggio della speranza nel 2015. Dalla Libia, dove in attesa della partenza ha fatto l’imbianchino per qualche mese, fino a Lampedusa insieme a tante altre persone e molte ore in mezzo al mare.

“Dopo essere arrivato a Lampedusa sono stato dirottato al centro accoglienza di Verona, gestito da Gigi Fresco, da sempre presidente, allenatore e factotum della Virtus Verona. Ho cominciato a giocare con un amico nei campetti vicini a dove abitavo, lì mi hanno notato e ho iniziato ad allenarmi con la Virtus”.

Sei stato subito aggregato alla prima squadra?

“All’inizio sì, ma c’era il problema della mancanza dei documenti, una volta risolto quello sono stato dirottato alla formazione “Juniores” dove ho disputato il girone di andata. In quello di ritorno, invece, sono tornato in pianta stabile con i grandi”.

Con la storica promozione in serie C di questa piccola società, gestita in maniera esemplare, il tuo minutaggio  in campo è cresciuto di anno in anno.

“Piano piano mi sono conquistato sempre più spazio e, in questa stagione, sto avendo quella continuità che serve a ogni giocatore per rendere al meglio”.

Dopo varie convocazioni nella Nazionale del Gambia, dove conti già tre presenze, hai rinunciato alla Coppa d’Africa.

“Andare via per un mese per fare il secondo o terzo portiere non mi sembrava la decisione giusta. Preferisco rimanere concentrato qui e giocarmi tutte le possibilità per un buon futuro da calciatore. Sono in scadenza di contratto e voglio mettere in mostra tutte le mie qualità”.

 



Da ragazzino per quale squadra facevi il tifo?

“Seguivo molto il Real Madrid e la Juventus, dove giocava il mio idolo Gianluigi Buffon, un vero fenomeno”.

A proposito di portieri, cosa pensi di quello che è accaduto a Maignan, durante Udinese-Milan con gli ululati indirizzati verso il portiere di colore rossonero?

“Una cosa molto brutta, siamo nel 2024 e certe cose non dovrebbero più accadere. Capita anche a me in qualche campo di subire insulti razzisti, io cerco di pensare solo alla partita, di estraniarmi. Quando le offese toccano la mia famiglia, i miei genitori, faccio molta più fatica a rimanere distaccato. Un mesetto fa contro la Pro Patria, un ragazzo molto vicino a me dietro la rete mi ha offeso ripetutamente, era anche piuttosto ubriaco. Quando certi tifosi esagerano nel bere non sanno più quello che dicono. A me, qui a Verona dove vivo, nessuno in quasi nove anni mi ha mai trattato da persona diversa”.

Veniamo all’impresa incredibile di parare due rigori in due minuti a Franco Ferrari, il capocannoniere del Vicenza della scorsa stagione. Erano due penalty da fischiare?

“Il primo sicuramente sì, la palla ha toccato il braccio del mio compagno, sul secondo, invece, ho avuto qualche dubbio ma, rivedendolo poi in televisione, diciamo che poteva starci anche quello”

Descrivi le due prodezze.

“Dato che nel girone di andata lo stesso Ferrari mi aveva segnato dal dischetto, quando il pallone lo avevo solamente sfiorato ma non parato, ho aspettato fino all’ultimo e sono andato dalla parte opposta. Sul secondo mi sono detto: questo lo tira come all’andata, dove mi punì, infatti così è stato, ma stavolta l’ho bloccato, non volevo rischiarne un terzo… (sottolinea con una fragorosa risata). Devo ringraziare il nostro coordinatore dei portieri Lorenzo Faccini che in settimana ci manda sempre i video sui rigoristi delle squadre che andremo ad affrontare. Mi ricordo che nell’anno in cui venimmo promossi dalla D alla C, nella sfida contro il Mantova ci fischiarono contro ben tre rigori (non consecutivi) e riuscii a pararne due”.

In serie A si stanno sbagliando tanti rigori, nel week end delle tue imprese ne sono stati falliti ben cinque su sette, cosa ne pensi?

“Che è stata la giornata perfetta per noi portieri! Scherzi a parte, per me l’importante è lavorare duro in allenamento, studiare e apprendere tanto dai video che ci vengono messi a disposizione”.

Oltre a Buffon, ora chi guardi con ammirazione?

“Tantissimi portieri, da Maignan a Sommer fino a Donnarumma. Ammiro tantissimo Onana, che dal nulla è diventato un grande portiere”.

Dal nulla è arrivato anche Sheikh, chi vuole puntare su di lui si faccia avanti!