La partita che non dimentico, Andrea Signorini

Scritto il 23/02/2024
da Pino Lazzaro


“Visto che la mia è una carriera abbastanza lunga, ce ne sarebbero diverse di partite che potrei ricordare, ma dato che sono qui a Gubbio, allora rivado a una proprio col Gubbio, contro il Perugia, vinto noi 3 a 2, ho fatto doppietta e pensa che il Gubbio non aveva mai battuto il Perugia, non l’aveva mai vinto questo derby. Era il 2020/2021, quanta emozione e mi ricordo pure il giorno, era il 17 marzo e me lo ricordo perché quella era la data del compleanno del mio babbo, pensa che coincidenza (Gianluca, a suo tempo capitano e “bandiera” del Genoa; ndr)”.



Doppietta
“Peccato fosse a porte chiuse, di mezzo il Covid: perdevamo 1 a 0 e nel secondo tempo ho fatto l’1 a 1 di testa, su un calcio di punizione. Cinque minuti dopo altra punizione, così così il loro portiere che ha perso la palla e io lì di piede l’ho messa dentro. Poi 3 a 1 per noi, loro che fanno il 3 a 2 e così è finita”.

L’immagine
“Soprattutto l’urlo di gioia dopo il 2 a 1, fu quella una partita davvero tirata, io difensore che faccio una doppietta, non è che capita spesso, no. La rivedo dentro di me anche perché ho una foto, giusto appena che ho fatto gol, ogni tanto me la vado ancora a rivedere”.


Il punto
“So bene che inizio a essere “vecchiotto”, ma devo dire che sto ancora bene e finché riesco a starci e continuo a divertirmi, spero di continuare a giocare ancora un bel po’. In più c’è dell’altro, pure quel che posso dare anche nello spogliatoio, l’essere insomma un po’ un esempio…”.

Quale adesso il divertimento?
“Penso che ci si diverte finché c’è la passione. Sì, è vero che è anche un lavoro, ma che senso può avere continuare se non c’è divertimento? E poi c’è tanto altro, ad esempio lo spogliatoio, un luogo quello che se lo vivi bene ce l’hai proprio la voglia di stare con i compagni. Poi l’adrenalina delle partite, la felicità se vinci… ripeto: dai, se non ti diverti non ne vale la pena”.



Io capitano
“Un tempo c’erano i vecchi e i giovani che dovevano stare zitti. Per come lo vedo io questo mio ruolo di capitano, tutti, ma proprio tutti, hanno diritto di parola, con sempre di base il rispetto. No, no, se c’è da parlare non mi tiro certo indietro e non lo faccio in maniera “cattiva”, sono convinto che non serva più di tanto. In maniera costruttiva, ecco, guardandoci bene in faccia: più si parla, meglio è”.

S’impara
“Dedicato lo sono sempre stato, certo che per arrivare a certi livelli devi lavorare e lavorare e via via con l’esperienza inizi a conoscerti di più, quello di cui hai bisogno, quello che ti serve di più, riuscendo così a gestirti più e meglio”.



Fermata Gubbio
“Dopo le stagioni a Benevento in effetti ho girato un po’. Da Catanzaro ero andato in prestito alla Triestina, giusto tre partite e poi lo stop per il Covid e quando sono tornato col Catanzaro è arrivata questa proposta del Gubbio, con mia moglie abbiamo casa a Terni, lei è di lì, io che come detto avevo cambiato spesso. Ho accettato la proposta e mi sono trovato bene, abbiamo pure fatto anni buoni, dentro i playoff… ci sto bene qui”.

Dopo?
“Una domanda che già capita che mi fanno. Non so, magari sbaglio, ma sinceramente a oggi non ci ho ancora pensato. Sono convinto che ho ancora tanto da dare e ora come ora preferisco insomma non pensarci, per me è meglio così”.



Classe 1990, Andrea Signorini ha via via giocato con Genoa (A), Alessandria (C1), Benevento (C1), Cittadella (B), Rimini (C), Unicusano Fondi (C), Ternana (B), Catanzaro (C) e Triestina (C); col Gubbio (C) dalla stagione 20/21.