La partita che non dimentico... Federica Di Criscio

Scritto il 08/03/2024
da Pino Lazzaro


Classe 1993, Federica Di Criscio ha via via vestito le maglie di Roseto (C-B), Cervia (A2), Bardolino Verona (A), AGSM Verona (A), Brescia (A), Roma (A), Napoli (A), Avaldsnes (Norvegia) e Pink Sport Time (B); dal 22/23 con la Ternana (B). Per lei uno scudetto (14/15 con l’AGSM Verona) e una Supercoppa Italiana (2017, Brescia). In azzurro a partire dall’U17, ha messo assieme 25 presenze con la maglia della Nazionale maggiore.



“Una potrebbe certamente essere la finale scudetto contro la Juventus, io col Brescia ed è stato proprio il mio rigore sbagliato a farci perdere, una sorta di perenne responsabilità che continua comunque ad accompagnarmi. Un’altra l’esordio al Mondiale U20 del 2012 in Giappone, però preferisco riandare allora a quella partita contro il Mozzanica che abbiamo giocato quand’ero a Verona. Vincendola fu per noi matematicamente scudetto: 1 a 0 e il gol l’ho fatto io, mancavano 2’ alla fine”.

All’ultimo
“Una squadra forte la nostra, c’erano per dirti sia Panico che Gabbiadini, persone che stimo molto, tanto ho imparato e sono stata insomma fortunata a poterci giocare assieme. Giocavamo in casa, 0 a 0, io che salivo sempre nei calci d’angolo e Patrizia (Panico; ndr) che mi dice “Dai Fede, adesso lo facciamo”, proprio così, non me lo posso dimenticare: ho staccato altissimo e gol”.


L’immagine
“Io che corro verso il centrocampo, chi mi tirava per un braccio, finché mi buttano per terra, proprio m’hanno placcato: tutte sopra e facevo fatica pure a respirare. Il mio primo trofeo, di anni ne avevo 20, in una squadra in cui avevo dei punti di riferimento importanti, pure sentendomi apprezzata. Era quella allora una società importante, lì con loro dai 17 ai 24 anni, anni belli: ho preso pure casa a Verona, sì”.

Grazie
“I miei genitori non bravi, di più. A quella mia età avrei potuto giocare con i maschi, lì vicino a casa, ma via a Roseto, 90 chilometri, quanto si sono sacrificati. E non hanno mollato, quelle in casa le vengono a vedere ancora tutte, hanno sempre continuato a credere in me, a volte anche più di me. Sai com’è, a volte capita di essere nel posto giusto al momento giusto e con le persone giuste… tutto sommato non sempre sono stata fortunata, ecco”.



Coinvolgimento
“Il mio obiettivo ora è quello di tornare in Serie A, ma non con una squadra che è già in A. Il progetto-Ternana l’ho sposato alla grande, so dove vogliono arrivare e sono contenta di poter dare il mio contributo: è una società questa che rispecchia i valori del nostro calcio, tanta umanità, credono in quello che fanno e lo stimano proprio il nostro calcio”.

Capitano
“Quando la Pink Bari ha ceduto il titolo alla Ternana, sono stata informata per tempo, c’era questa loro intenzione di portarmi a Terni, già ero il capitano lì a Bari ed è stata insomma la società a decidere per la fascia: potevo essere io il capitano che volevano e sono orgogliosa di questo”.



Con loro
“No, non alzo la voce e non attacco certo nessuno al muro. Cerco intanto di essere, come dire, impeccabile, la prima ad arrivare, l’ultima ad andare, dimostrando come vanno fatte le cose. La libertà di parola vale per tutte, decidendo sempre tutte assieme le nostre regole. Cerco d’essere insomma un punto di riferimento, sia in campo che nello spogliatoio e se magari mi rendo conto che c’è chi preferisce parlare con la vice, non mi intrometto, non sono una che vuole imporsi su tutto”.

In crescita
“Col settore giovanile qui a Terni lavorano molto bene e bisogna tener conto che il bacino d’utenza è quello che è, c’è la Roma per dirne una. I numeri sono aumentati parecchio e l’U17 ha già vinto il campionato con un bel po’ di anticipo. Senza dover “importare” da fuori e sempre tenendo conto di quali possono essere le possibilità, si è capito che conviene lavorare sulle giovani, è quello il primo passo”.



Dopo
“Sì, ci penso e ho iniziato l’anno scorso un percorso universitario in Comunicazione Digitale per le imprese. Ho preferito fare così, non per dire Scienze Motorie, per avere una visione più ampia. Penso comunque di rimanere in ambito sportivo, magari a livello dirigenziale, forse più che proprio allenatore. Quando sarà, penso che mi confronterò con la società, però intanto l’idea è quella di continuare a giocare ancora per un po’, di averne ancora di soddisfazioni”.