Pallone e dintorni... Leandro Casapieri

Scritto il 14/03/2024
da Pino Lazzaro


“Ero in Serie C con la Lucchese e un po’ un limite è stato per me allora quello dell’altezza, sono 1,79, mi rendevo conto che un po’ di fatica ne facevo. Ammetto poi che mi è venuta a mancare la costanza, al primo ostacolo ho mollato, ho perso la passione, potevo sì fare la D o l’Eccellenza, ma ho scelto il mondo del lavoro. Ho così smesso e in effetti me l’hanno fatta perdere la passione, persone che senza farne il nome – non ne vale la pena – da un giorno all’altro sono cambiate, di mezzo conoscenze e questioni economiche, non più meriti o demeriti. Dopo anni che ero con loro lì alla Lucchese, è bastato un mese per trovarmi fuori rosa, con portieri al mio posto che non riuscivano quasi a mettersi i guanti… realtà per me difficile da affrontare”.



Sotto col beach soccer
“Dalle mie parti, a Viareggio, per almeno tre mesi è proprio vissuta la spiaggia: che so, palleggi, le bocce, le palline e c’è pure un forte movimento del beach soccer. Finché anni fa è capitato che Andrea Pelli, direttore sportivo del Pisa Beach Soccer, lui che sapeva del mio trascorso di portiere, ha creduto in me, mi ha invitato a provare, dandomi così la possibilità di esprimermi”.

Il più
“Quel che più mi piace è la passione con cui vivo quel che faccio, sia vincendo che perdendo, le emozioni che riesco a vivere, in un’atmosfera, quella del beach soccer che ritengo più “pulita” di quella del calcio, qui da noi conta più la passione e non il giro economico che ci può essere E non è che mi senta “arrivato” … mi sento cresciuto, ecco. Ho avuto modo di imparare tanto, ma non penso che nella vita ci siano sti punti di arrivo, fondamentali sono gli stimoli e la passione e così sono sempre dei punti d’inizio: ho ancora parecchio da dare e ancora tanto da imparare”.



Nello spogliatoio /1
“No, non ho mai creduto nel “nonnismo”, credo che pure quelli più esperti possano imparare dai giovani. Di mio penso d’essere una persona solare, positiva, non troppo duro né con gli altri, né con me stesso. Credo nel lavoro, negli allenamenti e la forza del gruppo non dipende da delle imposizioni e lo stesso io credo sia nella vita: se uno vuole capire lo fa pure se gli parli in modo educato”.

Nello spogliatoio /2
“Sono spogliatoi diversi quelli del Pisa e della Nazionale e mi rendo conto che pure diverso è il mio di ruolo lì dentro. Nel Pisa ci sono giocatori molto simili a come sono fatto io, ho avuto modo di imparare tanto da loro, aggregandomi così a quel tipo di spirito. In Nazionale è diverso e conta anche il fatto che è un gruppo più giovane: ecco così che lì cerco di portare quel che ho imparato nel Pisa”.  

Consapevolezza/1
“Col tempo ho imparato a viverle le emozioni. Sono certo emotivo di carattere, ricordo che negli anni del calcio facevo fatica a dormire prima delle partite e il tutto durava però sin quando si cominciava, perché dopo me lo “trovavo” il mio mondo. Certo, se mi chiedi com’ero prima della semifinale o la finale del Mondiale, semplice non era ma con gli anni ho imparato a trasformare il tutto in energia positiva”.



Prima l’istinto
“Sono proprio un istintivo e per me conta il tenerlo ben presente. Certo, al video li studiamo gli avversari, per dire le percentuali di ciascuno dei tiri incrociati, di quelli aperti, al modo in cui si approcciano nella rincorsa eccetera. Però quando sono lì in porta, il tutto lo tengo un po’ da parte, quasi “nascosto”: l’istinto è l’istinto e so che se lo “avveleno” con le percentuali e ste cose qui, faccio fatica”.

“La” partita
“A oggi quella che proprio non dimentico è una partita persa, la finale di quella che è un po’ la Champions League del beach soccer, lì in Portogallo, a Nazaré, un torneo a cui partecipano una cinquantina di squadre europee. A vincere una squadra israeliana (Kfar Qassem; ndr), abbiamo perso ai rigori… tante emozioni e la consapevolezza che lì mi è stato “tolto” parecchio, chissà se mai riuscirò ad arrivare a giocarla un’altra finale, come dire, un “dubbio” che sento d’aver addosso”.

“La” parata
“Nemmeno bella, tutto sommato quasi semplice. Finale dell’Europeo del 2023, contro la Spagna, 5 a 4 per noi, pochi secondi alla fine. Tiro libero per Kuman, tre-quattro metri fuori dell’area. Io lì a non pensare a quel che avrebbe fatto, lui che apre il piattone, il pallone che rimbalza sulla sabbia e io che la devio in fallo laterale, proprio questo quel che ricordo di più”.



Ahi, quel primo rosso
“Confesso che la devo ancora ben metabolizzare la partita della finale del Mondiale contro il Brasile, so che mi resterà dentro a lungo e dico questo a livello personale perché come squadra siamo stati davvero fantastici. Io invece proprio lì ho preso in assoluto il mio primo rosso in carriera e al di là del fatto del giocare in uno in meno per 2 minuti, quel che ho dentro è il fatto che non ho potuto contribuire, sì, sia pure nella sconfitta. Il rosso? Sì, lo meritavo, se fosse stato dentro l’area era rigore e prendevo il giallo, ma fuori area è da ultimo uomo ed è rosso”.

Consapevolezza /2
“Dopo la Nazionale e il Mondiale, trovarmi a fatturare e vendere in giro per le tabaccherie di Milano (questo il mio settore) non lo trovo facile, m’ha un po’ destabilizzato. La nomina come miglior portiere al mondo è, come dire, comunque già passata, m’hanno premiato per il 2023, ora siamo nel 2024, ha valore ma è finita lì, ora come ora non vedo ora di ripartire col Pisa e con la Nazionale, certo con degli obiettivi ma quel che conta è la passione, è sempre lei che mi spinge a continuare”.

Dopo
“I miei progetti li ho cambiati spesso, sono uno che combatte, sì, ma non arrivo a guerre infinite, so lasciare andare. Da qui la scelta di aprire questa mia partita Iva, posizione che mi permette di essere “libero” di continuare col beach soccer, posso fare entrambi e certo il beach soccer sarà con me anche dopo, magari per dire da preparatore dei portieri, non so e non penso ora alla figura dell’allenatore, chissà”.



Classe 1994, a suo tempo portiere in D e C con la Lucchese, Leandro Casapieri con Lenergy Pisa Beach Soccer ha vinto due scudetti, una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana. Campione europeo in azzurro nel 2023 (miglior portiere del torneo), ai recenti Mondiali giocati a Dubai nello scorso febbraio ha conquistato l’argento, con l’Italia sconfitta in finale dal Brasile. Alla vigilia del Mondiale, ecco per lui la nomina a miglior portiere al mondo per il 2023. Complimenti.