La partita che non dimentico... Riccardo Calcagni

Scritto il 18/03/2024
da Pino Lazzaro


“Di partite che ricordo ne ho parecchie, ma per l’adrenalina e le emozioni che mi hanno dato e che mi porto dentro te ne dico due, sono proprio a pari merito. Intanto la vittoria del campionato con la Lucchese giusto all’ultima giornata, contro la Correggese, loro primi e noi secondi, dovevamo per forza vincere, io che sono entrato gli ultimi 25’: abbiamo fatto gol al 94’ e così promozione in C, per me l’ingresso tra i prof, un trampolino insomma, pure poi per rimanerci”.


Montagne russe
“L’altra è Cesena-Matelica di tre stagioni fa, secondo turno dei playoff, io col Matelica e stavamo vincendo per 2 a 0, l’ho fatto io il secondo gol. Stavolta sono loro a pareggiare al 94’, 30 secondi alla fine e sull’ultimo rilancio, su quell’ultima palla facciamo gol, 3 a 2 per noi, era un bellissimo gruppo quello nostro. Poi è arrivato il Covid che in squadra ha fatto una strage, ricordo che al ritorno col Renate lì da loro eravamo giusto in 12, tutti gli altri positivi, due pareggi e sono andati avanti loro”.

Immagini
“Di quelle partite mi porto dentro per entrambe il momento del gol-vittoria. Nella prima, con la Lucchese, mi rivedo a rincorrere il mio compagno che ha segnato, con quei tifosi impazziti e scatenati che s’arrampicavano sulla rete di recinzione. In quella col Matelica, io che vado incontro a Balestrero, il mio miglior amico, è lui che ha fatto quel gol, il nostro abbraccio e poi quello di tutti i compagni che ci saltano sopra”.


Valigia in mano
“Sì, ne ho fatti sette di anni in Toscana, tra Lucca e Pontedera; mi sono trovato bene e quando ho dovuto andarmene da Pontedera non è stato perché lo volessi. Così ad Arzignano ma siamo retrocessi, per quello ho cominciato a “girare”. A Matelica abbiamo fatto bene ma non siamo poi stati confermati, praticamente quasi tutti. Poi a Viterbo, c’erano ambizioni almeno di playoff, giocatori forti ma ci siamo invece salvati ai playout… ora qui a Novara mi trovo bene, vediamo un po’ cosa succederà”.

Maglia n. 16
“Il numero a cui ho sempre guardato è il 19, da quando ho cominciato è un numero che spesso si è ripetuto ma quando sono arrivato a Novara era la maglia di Pablo Gonzalez, era proprio la “sua” e quest’anno ho preferito non sceglierla, per me – come dire – una forma di rispetto nei suoi confronti. Così il 16, quel 6 che è in fondo un 9 rovesciato e poi era la maglia di De Rossi, m’è sempre piaciuto lui come calciatore”.



Il punto
“Sì, a giugno ne avrò 30, però fisicamente mi sento davvero bene, vedo quanto e come sto correndo. Spero di continuare a fare il professionista, a riuscire a dare una mano alla squadra, sino a 35 anni conto di farcela, meglio ancora se riesco ad andare magari più avanti. L’idea comunque che ho è quella di continuare a giocare, fosse anche nelle serie minori, anche in Terza categoria per dire, l’importante è che continui a divertirmi, altrimenti non avrebbe senso”.

Nello spogliatoio
“Non sono uno che parla poi molto, ma mi piace scherzare, la mia parte insomma un giocherellone, uno che anche nei momenti brutti preferisce il sorriso, pure perché far sempre lì l’incazzato non è che possa portare chissà dove. Mi ritengo uno tranquillo, non sono certo uno che attacca al muro e cerco piuttosto di essere un leader negli atteggiamenti, nel non mollare mai, è più sul campo insomma che provo a “parlare”, cercando di dare l’esempio col mio modo di comportarmi”.



Dopo
“Sto studiando all’università, Scienze Motorie e lo vedo, quel “pezzo di carta”, comunque come una scialuppa di salvataggio, non si sa mai, di certezze non ne ho. Nessuna idea insomma per ora, che so, né da direttore sportivo o allenatore, proprio non so… intanto la laurea, potrà essere una salvezza, chissà”.



Classe 1994, Riccardo Calcagni ha via via vestito le maglie di San Sisto (Eccellenza), Deruta (D), Lucchese (D-C), Pontedera (C), Arzignano Valchiampo (C), Matelica (C) e Viterbese (C); dal 22/23 con il Novara (C).