Pagine azzurre, Marco Dessì

Scritto il 19/03/2024
da Pino Lazzaro


Commissario tecnico della Nazionale Under 16 femminile

 


“Come calciatore diciamo che ero un “soldato”: fuori campo mi gestivo per bene, l’alimentazione, il riposo, pure gli scarichi come s’usa dire adesso. Insomma ero già “vecchio” a 14 anni, via da casa, ho dovuto crescere in fretta e avevo certo una mentalità bella quadrata. Centrale difensivo o terzino destro, piedi discreti, non molto veloce e dunque giocavo parecchio sull’anticipo, cercando di vedere prima”.

In panca /1
“L’idea di allenare mi ha praticamente sempre accompagnato, sapevo di volerlo fare ma senza pensare a prime squadre o settori giovanili. No, quel che m’interessava era conoscere sempre di più, formarmi insomma, senza mirare a uno sbocco preciso: ne avevo 27 di anni quando ho preso il primo patentino”.



Il più
“Quel che proprio più mi piace è la possibilità/consapevolezza di poter essere un supporto: il dare informazioni e conoscenze anche tratte magari dalle mie di esperienze e il cercare di trasferire il tutto alle ragazze è una grande motivazione. Sono uno a cui piace parlare, mi piacciono i confronti, sapere cosa pensano, sperando così di poter “smuovere” qualcosa dentro di loro”.

Un mondo nuovo
“Ho davvero scoperto un mondo nuovo, completamente diverso e mi sono dovuto mettere in discussione, direi proprio resettare. E non parlo certo a livello tecnico o tattico, quanto proprio partendo dalla stessa anatomia delle calciatrici, di come allenarle, di trattarle come… donne. Per fortuna ho avuto dei riferimenti come la Schiavi (passata ora dall’U16 al fianco del ct Soncin nella Nazionale maggiore), Leandri (ct U17) e lo stesso Sbardella (coordinatore tecnico U19-U17-U16) che mi hanno accompagnato e aiutato”.

Con loro
“Mi chiamano “mister”, mi danno del tu e se c’è chi inizia dandomi del lei, allora le guardo e le fisso un po’, così poi ripartono col tu. Comunque fa poca differenza, quel che conta sono le regole, quel comportamento impeccabile che richiede la maglia che portano, è una maglia pesante quella. Rispetto sempre, in campo ma soprattutto fuori”.



In panca /2
“Vado a momenti. Mi soffermo a volte a guardare/leggere la partita, altre a essere più presente. Non sono comunque un esagitato, però di mio so di poter avere un tono abbastanza alto di voce e se c’è qualcosa che va registrato, ecco che so farmi sentire”.

Crescita
“Già rispetto a 4-5 anni fa, vedo ora ragazze sempre più “professioniste”, più consapevoli, hanno degli obiettivi e uno di questi può essere, proprio in azzurro, l’arrivare in cima alla piramide, come l’ha definita il ct Soncin. Vedo che si curano di più, stanno attente all’alimentazione, ai recuperi, lo vedo anche in allenamento, più atlete insomma. Via via è un mondo che sta evolvendo, i club cominciano a crederci ancora di più e investono, basti pensare a figure come nutrizionista e psicologo che prima quasi non esistevano”.



Con le società
“Di sicuro almeno una volta al mese mi sento con i responsabili e i tecnici dei club, parliamo delle ragazze e di calcio, ci si confronta ed è uno scambio di conoscenze che permette di avere quante più informazioni possibili: sono sempre le ragazze quelle che devono “guadagnarci” di più”.

Un quotidiano diverso
“Con la Nazionale i tempi sono davvero diversi, ci si vede una volta al mese, sempre con tempi limitati, bisogna cercare di ottimizzare il tutto. Per dire ti ritrovi a poter fare l’analisi di una partita magari un mese dopo, però nel frattempo ho scoperto di avere così più tempo per fare per bene un’autoanalisi e prepararmi al successivo raduno: anche questa è formazione”.



Programmi
“Il prossimo raduno sarà ad aprile e poi in maggio andremo in Slovacchia per il Torneo dello Sviluppo, ci saranno pure Finlandia e Scozia. L’obiettivo in definitiva è quello di continuare ad alzare l’asticella, preparandole in prospettiva dell’U17 – in cui, tra l’altro, sono già presenti ragazze del 2008 – categoria quella in cui s’iniziano ad affrontare delle partite ufficiali con traguardo l’Europeo: una Nazionale di formazione, ecco in definitiva cos’è l’U16”.