Andries Noppert, portiere per caso

Scritto il 07/04/2024
da Stefano Ferrio


Un semisconosciuto estremo difensore, ritrovatosi a giocare agli ultimi Mondiali per mancanza di concorrenza nel suo Paese

 


Da riserva del Foggia a titolare dell’Olanda
“Clean Sheet”, ovvero partite chiuse senza pigliare gol, su diciannove presenze in campo, non depongono benissimo a favore di un portiere. Il quale, per un motivo o per l’altro, nelle altre quindici occasioni un qualche pallone è andato dunque a raccattarlo in fondo al sacco, con successiva opinabilità del suo ruolo di titolare.
Che nel corso di questa stagione sia accaduto ad Andries Noppert, olandese trentenne di Heereenven, sempre più spesso sostituito tra i titolari dal collega Mickey Van Der Hart, non deve stupire chi conosce la sua storia, a cominciare dallo stesso Andries. Il quale, va rimarcato subito, nasce in una terra, l’Olanda, dove il fatto di essere anche lì pazzi per il calcio comprende la discreta inattendibilità di chi pratica questo sport nel ruolo del portiere.



Non “imbattibili” ma “singolari”
Come infatti non ricordare a tale proposito il compianto Jan Jongbloed, scomparso che è poco, a 83 anni di età, dopo essere stato il non insuperabile, ma sicuramente originale numero 1 nell’Olanda del “calcio totale” guidata dal grandioso Johann Cruijff al secondo posto dei Mondiali del ‘74. Impresa a cui l’estremo difensore dell’Amsterdam, club nel frattempo scomparso, contribuiva giocando più con i piedi utilizzati fuori dalla propria porta, che con due mani non propriamente “magiche”. A lui spetta il ruolo di capostipite di portieri dei Paesi Bassi mai iscritti nell’album degli “imbattibili”, epperò quanto meno singolari: come Edwin van der Sar, dalle uscite non impeccabili anche con la maglia della Juventus, indossata dal 1999 al 2001, o Jasper Cillessen, attuale portiere del NEC Nimega, a suo tempo impiegato dalla Nazionale “orange” con l’accortezza di toglierlo se si finiva ai calci di rigore, fondamentale in cui la sua presenza risultava del tutto ininfluente.



Quell’auto rubata…
Noppert non è da meno, non fosse altro perché, con i suoi due metri e tre centimetri di altezza, rientra fra i calciatori professionisti più alti del pianeta. Caratteristica che, soprattutto nei tiri rasoterra, deve averlo aiutato molto poco ad emergere dall’anonimato. Tanto è vero che nel 2018, dopo quattro stagioni da panchinaro nel NAC Breda, finisce per giri contorti al Foggia, all’epoca in Serie B, dove rimedia appena otto presenze da titolare e fa notizia soprattutto per l’auto che gli viene prima rubata, e poi rivenduta dai malavitosi della Sacra Corona Unita.
Se il passaggio di Noppert in Puglia, testimoniato da questa immagine, risulta più o meno una meteora, la musica non cambia con la successiva esperienza, di nuovo in Olanda, dove viene ingaggiato dal Dordrecht, in seconda divisione. Restando in questa categoria, gli va decisamente meglio una volta passato alla Go Ahead Eagles di Deventer, squadra in cui, pur giocando non più di quindici partite, dà il suo contributo alla promozione nella massima serie olandese, la Eredivisie, dove fa il suo debutto il 23 gennaio 2022, a 27 anni di età.



Da riserva del Foggia a titolare dell’Olanda
Tutto ciò è quanto basta perché il commissario tecnico dell’Olanda, Louis van Gaal, tanto per cambiare a corto di portieri, non solo lo convochi per i Mondiali del 2022 in Qatar, ma addirittura lo schieri da titolare nel match d’esordio, vinto 2-0 contro il Senegal. Ruolo che Andries Noppert ricopre anche nelle quattro partite successive, fino all’eliminazione patita ai quarti di finale contro l’Argentina. Qui, ai rigori, soccombe nel confronto con il portiere avversario Emiliano Martinez, destinato a rivelarsi specialista nei tiri dal dischetto anche nella finale vinta contro la Francia.
Finito il Mondiale, non finisce del tutto la festa per Noppert, che perde sì il posto a difesa della porta “orange”, ma si ritrova comunque un contratto di nuovo in Eredivisie, firmato con il club della natia Heereenven.