Gianluca Vialli - Le cose importanti

Scritto il 02/04/2024
da Pino Lazzaro

foto: Maurizio Borsari 

 Biblioteca AIC 



Già a suo tempo, in questa nostra rubrica, avevamo ospitato La bella stagione, libro che racconta appunto quel campionato, il 1990/1991, quello in cui la Sampdoria vinse lo scudetto. Scrivemmo allora di un racconto corale, dato che sono stati proprio i calciatori allora protagonisti a scrivere/raccontare, ciascuno con i propri ricordi, aneddoti, particolari, sfumature. E di un libro “vero”, che vale davvero la pena di leggere, in cui ci si sofferma sul calcio inteso soprattutto come gruppo, spogliatoio: in definitiva un gruppo di amici che – assieme – sono riusciti a cogliere un qualcosa di “impossibile”.
Ecco ora, sempre con riferimento La bella stagione e nello specifico la registrazione dell’omonimo docufilm (vedi qui sotto l’incipit), queste pagine che riportano le cose importanti che Gianluca Vialli volle fossero tenute da conto, come un lascito, un dare qualcosa ancora. Un “patrimonio di riflessioni”, sì, come hanno scritto i curatori, Pierdomenico Baccalario e Marco Ponti. Da leggere e rileggere.



Incipit
Che cos’è questo libro (seconda di copertina)
“Ci sono un po’ di cose in più che vorrei raccontarvi. Cose importanti, per me, che voglio che voi ascoltiate e che restino. Ci tengo molto”.
Le cose importanti che Gianluca Vialli ha voluto dire durante la registrazione del docufilm La bella stagione sono racchiuse tutte in questo libro. E sono importanti perché sono proprio le sue...



Sfogliando
(pag. 20) Soprattutto nel mio sport, è il coronamento di un lavoro personale, ma anche di un gioco di squadra, perché poi a calcio si gioca in undici. Ma anche nella vita non bisogna restare soli. Io oggi non sono solo, mai …
(pag. 29) Ciò che mi ha cambiato di più nella vita sono state le mie figlie. A loro non importa di chi sono stato, di cosa ho fatto, di cosa ho vinto… per loro è importante quello che ci diciamo a tavola, cosa facciamo nel weekend, quando le porto a scuola e quando le vado a riprendere
(pag. 30) Io credo che l’errore che si commette spesso sia quello di chiedere agli altri di avere fiducia in te, dimenticando che invece la prima cosa da fare è mostrare di avere fiducia negli altri
(pag. 34) Ecco, quando vado in Nazionale e poi torno a Londra e mi faccio gli esami del sangue… sono sempre migliori rispetto a prima di partire
(pag. 35) … quando sei lì (con la Nazionale) ti rendi conto che stai rappresentando una maglia leggendaria e che il tuo dovere è quello di “sudarci dentro” e poi restituirla meglio di come te l’hanno affidata.



(pag. 38) In Italia vincere è un sollievo, in Inghilterra è una gioia
(pag. 45) I nostri figli seguono il nostro esempio molto più che i nostri consigli, e quindi ho cercato di parlare meno e di agire di più
(pag. 48) Io non voglio avere nessun rammarico e non voglio avere qualcosa da ridire su quello che poteva essere e non è stato, per questo cerco sempre di mettercela tutta
(pag. 94) Oggi per me avere successo vuol dire dare il massimo, prepararsi bene, fare tutto il possibile per essere migliori rispetto a ieri
(pag. 95) Amo il detto “O vinco o imparo qualcosa”, e quindi se vinci, bene, se perdi è giusto fare un’analisi obiettiva, senza alibi, dura con te stesso
(pag. 98) E poi mi piacciono alcune cose che sono tipiche del mondo anglosassone: ci si ferma ancora alle strisce pedonali, si pagano le tasse, la gente fa la coda



(pag. 102) Nel golf sei con te stesso, conta il gesto, il movimento del corpo e quanto sai controllarlo. È come tirare dei calci di rigore
(pag. 115) La razza dei campioni. Che prima guardano, poi studiano, poi copiano e poi lo diventano a loro volta
(pag. 126) Ecco, una cosa che ho imparato è che è necessario non tenersi niente dentro, e quindi mi capita di piangere davanti a mia moglie, o davanti alle mie figlie, e loro mi danno tanto affetto
(pag. 127) “Chi è Gianluca Vialli?”. Devo dire che è sempre stato semplice per me rispondere: lo posso fare anche adesso in due secondi. Io credo che Gianluca Vialli sia soprattutto un ragazzo che nella vita è stato molto fortunato.



Gianluca Vialli
LE COSE IMPORTANTI
a cura di Pier Domenico Baccalario e Marco Ponti
Con un saluto di Massimo Mauro e la postfazione di Roberto Mancini
Mondadori
I proventi del libro vanno a sostenere la ricerca sulla SLA tramite la Fondazione Vialli e Mauro



Quarta di copertina
“Ci sono almeno dieci cose che si possono fare senza aver bisogno di alcun talento: essere puntuali, lavorare con onestà intellettuale, impegnarsi al massimo, esprimersi bene, essere vitali, determinati, metterci passione, lasciarsi guidare, cercare di fare sempre qualcosa in più e farsi trovare pronti. Il talento può essere un dono, ma anche una conquista”.



Gianluca Vialli (Cremona, 1964-Londra, 2023) ne ha fatte di cose nella vita. Ha giocato, ha vinto tanto, ha allenato, ha lavorato in tv eccetera eccetera. Qui ci piace giusto ricordare e ricordarci che Gianluca è stato pure consigliere dell’Assocalciatori (tra l’altro uno di quelli sempre/più presenti) ininterrottamente dal 1985 (aveva 21 anni…) sino al 1998 (giocatore/allenatore al Chelsea).