Daniele Giorico, l'amore per la Sardegna

Scritto il 09/04/2024
da Luca Pozza


È tornato nella sua Sardegna, la terra dove è nato (ad Alghero il 1° gennaio 1992) e cresciuto calcisticamente, nelle giovanili del Cagliari. Daniele Giorico, centrocampista con alle spalle 41 presenze in Serie B e più di 270 in C, aveva lasciato l'isola diciannovenne, pur restando di proprietà della società rossoblù per diversi anni. L'estate scorsa ecco la svolta con il passaggio alla Torres, attualmente grande protagonista nel girone B di Serie C, con quella che comunque andrà a finire è stata una decisione felice ed azzeccata.



Scelta calcistica e di vita
“La mia è stata una scelta di vita, ma anche calcistica, perché il sogno di tornare da calciatore in Sardegna l'ho cullato per 13 anni, ma volevo farlo in un club ambizioso e solido. L'attuale Torres lo è sicuramente, perché in tre anni la nuova dirigenza ha prima portato la squadra dalla Serie D alla C e poi dopo un anno di assestamento, l'estate scorsa ha operato sul mercato con oculatezza, convincendo a tornare a casa altri giocatori sardi come Mastinu e Idda, anche loro come me e il resto del gruppo, legati da un forte spirito di appartenenza. L'obiettivo iniziale erano i play-off promozione, nella prima parte della stagione abbiamo superato le attese e fatto meglio del previsto. Tutti assieme stiamo costruendo qualcosa di importante, anche grazie a mister Alfonso Greco, al quale tutti noi siamo legati”.
 
Tour italiano
“Uno dei rimpianti della mia carriera è non aver esordito con il Cagliari in Serie A, che è il sogno di ogni giovane calciatore. In realtà ci sono andato vicino: ho debuttato in Coppa Italia contro il Bologna, inoltre sono stato portato diverse volte in panchina, ma non c'è mai stata l'occasione. La mia prima esperienza lontana dalla Sardegna è stata a Treviso, poi nel Nordest in periodi successivi ho giocato anche a Venezia, Pordenone e Trieste (nel 2021 ha ricevuto il Premio AIC 2021 al Galà del Calcio Triveneto come miglior giocatore alabardato, ndr.), la cui città mi ricordava la Sardegna perché dal mio appartamento e da Piazza Unità, una delle più belle d'Italia, vedevo il mare, ma ricordo bene anche la bora. A livello calcistico gli anni migliori sono stati dal 2015 e 2018, tra Modena e Carpi, con due campionati disputati in Serie B”.



Papà allenatore
“Mio papà Mauro è un mister calcistico, attualmente alla guida di un club dilettantistico, in passato ha allenato anche l'Arzachena. Inutile dire che è stato lui a farmi amare il pallone, portandomi nei campi di gioco quando ero molto piccolo e trasmettendomi la passione. Crescendo mi ha dato sempre consigli utili, da un po' di anni la situazione è cambiata nel senso che ci confrontiamo in maniere costruttiva, in genere quando le cose non sono andate bene ci parliamo il giorno dopo o in quelli successivi, a mente fredda. Lui vive in Sardegna, come il resto della famiglia, tra cui mio fratello, quindi adesso è più facile vederci tutti assieme, una volta tornavo nell'isola durante le festività o per un solo giorno. Ho sempre mantenuto la casa ad Alghero, che è distante da Sassari una mezz'ora di auto, dove mi sposto per gli allenamenti”.



Le "donne" di casa
Anche il resto della famiglia è legato alla Sardegna. “La mia compagna Veronica è nata come me ad Alghero, città dove ci siamo conosciuti e fidanzati. Dopo qualche anno, quando ero al Venezia, è venuta a stare con me e mi ha sempre seguito nelle varie tappe. Due anni e mezzo fa, sempre qui ad Alghero, è nata Alice, la nostra bambina, che ci ha cambiato la vita. Prima che nascesse giocavo quasi sempre alla playstation che ora ho completamente abbandonato, perché tutto il tempo libero lo dedico a lei e a Veronica. L'unica mia passione, soprattutto in estate, rimane la pesca in mare, che oltre ad essere un hobby è anche un modo per rilassarsi”.



Futuro nel calcio
“Spero di poter giocare a calcio ancora per un po' di anni ma soprattutto prendermi qualche bella soddisfazione. Tuttavia nel calcio, una volta raggiunti i 30 anni, è giusto cominciare a pensare al futuro, io lo sto già facendo. La mia vita, sin da ragazzo, è sempre stata in questo mondo, quindi sono convinto e spero di poter restare nell'ambiente, vediamo se con un ruolo dirigenziale o da allenatore”.