Non solo calcio... Tommaso Marini (scherma)

Scritto il 30/04/2024
da Pino Lazzaro


“Ho iniziato un po’ per caso, la palestra vicino a casa mia, la grande tradizione che la scherma ha dalle mie parti, nelle Marche. È stata mia madre a chiedermi se mi andava di provare, io che di scherma non sapevo proprio nulla, però diciamo che… amavo le spade, ecco. Così ci sono andato in quella palestra, subito mi hanno messo l’attrezzatura di plastica e subito un primo assalto che ricordo ho perso. Quel che mi colpì fu l’atmosfera che avvertii, fatta sì di gioco ma pure di rispetto verso gli avversari e i maestri. Decisi così di rimanerci, di continuare: avevo otto-nove anni”.

Il percorso
“Ho sempre sperato che la scherma potesse diventare un qualcosa di più ed è stato a 16 anni, con la prima convocazione in Nazionale per l’Under 17 – e nelle Nazionali poi sono sempre stato parte integrante – che ho intravisto che poteva essere la mia di strada. Poi, tra i 18 e i 19 anni, sono entrato nelle Fiamme Oro: così di questo mio sport ho potuto vivere e certo, specie per gli sport di nicchia, è proprio fondamentale la funzione dei Gruppi Sportivi”.



Identikit /1
“Lo considero proprio e del tutto un lavoro, col privilegio che è quello di tutti coloro che fanno dei lavori che piacciono. Sì, sono uno “serio” come dici tu, dedicato, attento pure all’alimentazione pur se problemi di peso non ne ho mai avuti. In allenamento cerco sempre di dare il massimo, fisicamente e mentalmente; capita a volte d’essere un po’ sottotono, magari non è poi così un gran allenamento, però lì ad allenarmi ci sono sempre, tutti i giorni, mattina e pomeriggio”.

Settimana tipo
“Al mattino la parte atletica, pure con sedute di pesi, lavori cardio e in particolare ci si concentra poi sulla reattività, con una preparazione incentrata sul movimento dei piedi molto simile a quella che fanno nel pugilato. Ancora al mattino poi col maestro che simula delle azioni e dove io devo cercare delle soluzioni per toccare, mentre al pomeriggio, con gli altri ragazzi, lì in pedana facciamo gli assalti. Un po’ di pallone per riscaldamento? Qualche volta capita, però io ho sempre un po’ di paura di farmi male”.



Identikit /2
“Sono un agonista, meglio in gara che in allenamento. Anche noi utilizziamo i video per visionare gli avversari anche se ormai i più competitivi li conosco bene ed era più all’inizio che lavoravo col match analyst. Sì, abbiamo pure il mental coach, alcuni miei compagni ne fanno riferimento, io invece per ora no. Nello “spogliatoio” sono uno che cerca di fare più squadra possibile, di fare proprio gruppo anche se dipende dai momenti, a volte se magari sono nervoso può venirmi meno, però mi aiuta che di mio sono uno a cui piace conoscere le persone, saperne di più”.

Turista?
“Il viaggiare per me è legato soprattutto alla gara, così non sono mai proprio “libero” di testa, c’è lì quell’impegno che m’aspetta… massimo così una mezza giornata libera e aggiungo che viaggiare, specie per quel che riguarda i voli intercontinentali – io che sono bello alto – spesso è davvero scomodo. Rimane comunque la fortuna di aver visto tanto mondo pur così giovane”.

Vigilie tranquille
“Toccatemi tutto, ma non il dormire. Così per me anche le vigilie delle gare non sono un problema, il sonno non mi manca mai e mi rendo conto quanto “comodo” sono pure col fuso orario, per me nessun problema, con i miei compagni invece svegli che so alle quattro di mattina, lì a vedersi magari un film. È iniziando il riscaldamento che per me inizia tutto, compresa l’ansia…”.



Bagaglio che si amplia
“Nel tempo sono un po’ cambiato, prima le vittorie tutto sommato non me le sapevo godere più di tanto, non sono uno insomma abituato a farsi troppi complimenti. Idem per le sconfitte, erano fin troppo “personali” e col tempo ho imparato a non buttarmi giù, è lo sport, bisogna saperle elaborare le cose, con la consapevolezza che sto facendo un lavoro molto bello e che ho scelto, non sono insomma dei drammi: dedichiamo sì tempo e fatica, però può succedere e c’è sempre l’altro che può essere più bravo”.

Calendario 2024
“Ora, a fine aprile, avremo il tour asiatico con due importanti appuntamenti: quello a Hong Kong, prova di Coppa del Mondo, sia individuale che a squadre e quello a Shangai. Poi gli Italiani a Cagliari, a giugno gli Europei in Svizzera e poi, finalmente, la tanto e tanto attesa Olimpiade a Parigi”.

W la scherma
“È uno sport, il mio, che intanto insegna molto rispetto, un qualcosa che oggi non è che sia così scontato. È poi inclusivo, mettendo sullo stesso piano donne e uomini e penso proprio al nostro club qui a Jesi, la Vezzali e la Trillini, donne che in pedana hanno dimostrato d’essere più forti degli uomini. La scherma è uno sport che ti aiuta a crescere, che sa divertire e che fa bene perché riesce a mettere assieme benessere ed educazione: d’accordo le medaglie, ma considero una parte del mio lavoro pure ricordare tutto questo”.



Paginoni di calcio, poche righe per la scherma
“No, non è che abbia proprio rabbia, no, piuttosto della amarezza. Posso magari dirmi che ho fatto tanto, anche di più di molti calciatori… però è il calcio lo sport più seguito, con regole le nostre che non è che siano facili e qui si potrebbe cercare di rivedere qualcosa per renderlo più coinvolgente: potremmo fare di più, certo con l’aiuto dei mass-media”.

Forza Ancona
“Col calcio la squadra a cui mi sento più legato è l’Ancona, peccato non sia questo un momento molto positivo, speriamo di non retrocedere. Allo stadio ci vado comunque pochissimo, sono quasi sempre in ritiro o in gara i miei fine settimana e tra le big quella a cui più guardo, l’ho imparato in famiglia, è il Milan.”



Classe 2000, atleta delle Fiamme Oro, pur così giovane Tommaso Marini ha quel che si dice un palmares da applausi, a partire dal titolo di campione del mondo di fioretto vinto lo scorso anno in quel di Milano. Sempre nel 2023, ai Giochi Europei si aggiudica un altro oro a squadre, mentre l’anno precedente, ai Mondiali de Il Cairo del 2022, è argento nella prova individuale (vincendo comunque la Coppa del Mondo di specialità) e oro a squadre (assieme ad Alessio Foconi, Daniele Garozzo e Guillaume Bianchi).