La partita che non dimentico, Cristian Riggio

Scritto il 19/04/2024
da Pino Lazzaro


Classe 1996, dopo gli anni nel settore giovanile del Crotone, Cristian Riggio ha via via giocato con Akragas (C), Catanzaro (C), Monopoli (C), Fidelis Andria (C) e Viterbese (C); al Taranto (C) per la stagione 2023/2024. 

“Come faccio a non dirti proprio l’ultima che ho giocato (giusto lo scorso 14 aprile; ndr), contro il Monopoli? Un qualcosa di indimenticabile, di unico, con quel gol stupendo. Praticamente una storia da raccontare, sì. Lì in panchina, non sono partito titolare e dopo circa 20’ il nostro quarto di sinistra si fa male, io sono un centrale, ho pensato che di certo non sarebbe toccato a me. Il mio compagno prova a resistere, ma dopo 5’ altro contrasto e niente da fare, deve uscire”.

La cronaca

“Sono lì seduto in panca e il mister mi dice di scaldarmi, io di fretta, non ero nemmeno arrivato a fondo campo che devo tornare indietro, entro subito, un po’ a freddo e la mia parte frastornato: non me l’aspettavo. Eravamo 1 a 1, finché è arrivata questa follia. Un mio compagno a terra, tutti lì a dire di buttarla fuori e mi capita sto pallone che mi rimbalza bene davanti e allora ho tirato in porta, ma sì. Guarda che ero a centrocampo e io seguo il pallone e vedo, chissà, che sta entrando… entrando… ed è entrato! Quanta emozione, la sento ancora adesso… no titolare, entri e fai gol. Quasi a filo di traversa e non so se l’hai visto, sì, da centrocampo… il primo a non crederci ero proprio io, mica sono abituato a fare gol e la mia esultanza è stata giusto buttarmi giù in scivolata verso i compagni, loro poi tutti sopra, quasi soffocavo”.

L’immagine

“Sono sincero, il primo pensiero, proprio il primo, è stato per la mia compagna Sara e mio figlio Riccardo, loro. Poi a mio padre e mia madre, ai miei fratelli, me li sono immaginati tutti sorridenti, orgoglioso di averli fatti contenti”.


Sempre al sud

“Quando ti fai un nome nel girone di giù, è difficile trovare poi altre sistemazioni. La fortuna sta che ti possa cercare qualche allenatore o qualche direttore e nel mio caso non c’entra nulla la vicinanza di casa, anzi, non ci sarebbe nessun problema per me”.

Il sogno

“Ora come ora la serie A, credo sia quello a cui tutti mirano, poi si sa che la carriera/vita va come va. Io comunque ci sto mettendo il massimo e ci sto ancora e sempre provando, giorno per giorno”.

Identikit

“Sono un giocatore esperto di questa categoria, ho giocato e girato parecchio. Per le altre non so, mi dovrei confrontare e spero di arrivare a farlo. So di essere uno fisicamente forte, che si applica molto, tecnicamente normale, sai, sono di quelli che arrivano al campo un’ora prima, che dà il massimo tutti i giorni e che non si tira indietro, che se capita gioca anche sopra il dolore e mi ricordo col Monterosi, mi sono fatto male alla caviglia, per un po’ ho voluto continuare comunque a giocare e poi mi sono ritrovato a dover usare le stampelle…”.

Nello spogliatoio

“Uno tranquillo, ma non che sta zitto, se serve la dico la mia. Mi ritengo uno positivo, cerco sempre di comportarmi bene e di rispettarli i miei compagni. Qualche consiglio lo do e capita pure come rappresentante dell’AIC, quando mi chiedono qualcosa che non sanno e comunque mi affianco a gente più grande di me, tutto sommato sono ancora giovane e cerco d’imparare un po’ da tutti”.

Dopo

“Per la carriera che facciamo noi è normale ed è inevitabile doversi orientare in qualche modo fuori dalla bolla del calcio, pensando ad altre attività, ad altre passioni. Nel mio caso per ora senza troppa ansia, penso e spero di averne ancora parecchi di anni di carriera, però so che bisogna pensarci, che so, investendo, studiando. L’allenatore? No, no, almeno al momento proprio no”.