Pagine azzurre... Nicola Matteucci

Scritto il 11/05/2024
da Pino Lazzaro


Commissario tecnico della Nazionale Under 15 femminile

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“Ero un attaccante, più seconda punta, cui – com’è tuttora – piaceva il gesto tecnico, sì, la giocata fantasiosa e ricordo così quanto poco mi piacevano quelle partitine a un tocco… in campo non ero insomma uno “sanguigno”, quello che recupera palloni su palloni, mi piaceva di più riceverla insomma la palla e so che per una parte può pure essere un limite questo, lì in effetti ero un po’ carente”.

Il percorso
“Ho fatto l’Isef, in un ambito sportivo comunque mi ci vedevo e poi è cominciata un po’ per caso, collaborando con amici allenatori, trovandomi ad appassionarmi sempre di più, in un periodo poi in cui si sentiva meno l’esigenza di una figura quale quella di un preparatore “ufficiale”: avendo fatto l’Isef e avendo giocato, già potevo dare comunque qualcosa in più. Aggiungo che già da calciatore mi trovavo a riflettere su delle idee di calcio, di come poterle esprimere sul campo, anche questo ha voluto dire”.

Il più
“Quel che più mi attira è la convinzione che avendo la possibilità di lavorare con e su una squadra, alla fine la squadra stessa arriverà un po’ a rispecchiarti, ad assomigliarti. Dapprima il ricercare l’identità del gruppo e dai e dai, quando vedi che la squadra come detto “ti assomiglia”, è certo una grande soddisfazione. E quando non ci riesci, è la volta che impari: qualcosa la devi aggiustare”.

Con loro
“Devo dire che tutto sommato non ho trovato grandi difficoltà nel rapportarmi col calcio femminile: il calcio è il calcio, le cose sono le stesse, giusto qualche aggiustamento, ma niente di più. Sì, mi chiamano mister, sia le ragazzine che le più grandi; mi danno del lei, l’ho notato e lo noto e avverto comunque sempre grande rispetto e molta educazione”.

In panca
“No, non sono uno che fa “chilometri”, sempre su e giù. La vivo intensamente la partita, certo, ma senza esagerare, altrimenti non va bene, non “vedi” per bene. Sono così un grande sponsor dell’equilibrio, sia a vincere che a perdere: è l’equilibrio che in entrambi i casi ti aiuta a ripartire”.

Il meno
“In effetti il quotidiano del campo un po’ mi manca, poco da fare. Quel riprendere al martedì dopo la domenica, il poter valutare i più e i meno, provare subito magari delle soluzioni lì sul campo, eccetera. Con la Nazionale ci si torna a vedere dopo parecchio tempo… sì, se le cose sono andate bene, quel senso di positivo ti può accompagnare più a lungo, più dura però se sono andate male e devi tenertele dentro per un bel po’”.



Dedicate
“Per quel che sto vedendo, sono ragazze già predisposte al sacrificio, con la testa già orientata a fare le calciatrici e tocca così a noi, addetti ai lavori, far sì che il loro bagaglio si ampli il più possibile, non possono essere già complete, già “professioniste”. Devo aggiungere, sempre per quel che riguarda il femminile, che in tutte le categorie non ho mai visto venir meno la voglia di fare, di conoscere, di riprovare: che so, il rimandiamo a un’altra volta con loro non esiste”.

Crescita /1
“Il rapporto con le società, il confronto e lo scambio di informazioni: è tutto molto cresciuto in questi anni. Magari con l’U15 il tutto lo sto vivendo in prima persona da poco, però l’esperienza l’ho fatta con l’U23, visitando e continuando a seguire le società di serie B, uno scambio che come detto ora è continuo”.

Crescita /2
“Devo dire che alla base c’è stato un grande lavoro di Calcio+, con le selezioni territoriali e i successivi raduni delle ragazze selezionate. Lavoro a cui hanno partecipato tutti gli addetti ai lavori delle varie giovanili. Un lavoro così di scouting di questa prima U15, ma ce ne sono tante altre di ragazze. Passi in avanti ne sono stati fatti tanti, altri se ne devono fare ma l’inizio è stato di buon auspicio: ragazze già atleticamente preparate e l’obiettivo è quello di migliorarle e migliorarci”.

Divertirsi per divertire
“Per me il calcio è prima di tutto uno spettacolo, che deve piacere e chi ha visto le ragazze lì sul campo l’ha notato questo piacere: provare a dare spettacolo, sì, questa deve essere la direzione. D’accordo il risultato, ma l’importante è che lì sul campo possano esprimersi al meglio, per divertire e divertirsi. Un qualcosa, per me, che vale e deve valere sia nel settore giovanile che per le grandi, non ne vedo di differenze”.



▪ Classe 1978, laureato Isef, una lunga esperienza nei settori giovanili maschili e nella serie C e B del femminile, Nicola Matteucci ha iniziato il suo rapporto con la Figc nel 2019 quale vice allenatore della Nazionale A femminile. Dallo scorso anno è il vice di Nazzarena Grilli nella Nazionale Under 23 femminile ed è proprio di questo aprile la nomina a tecnico della nuova Nazionale U15 femminile.

LA SCHEDA
La data è quella dello scorso 18 aprile, la località il ‘Villaggio-Azzurro’ di Novarello. Lì è andato in scena l’esordio assoluto della Nazionale sperimentale U15 femminile, con le “nostre” che hanno battuto per 3 a 0 la Svizzera. Al di là del risultato, proprio una storica prima volta.
Ecco le ragazze convocate (tutte classe 2009).
Portieri: Anna Mallardi (Juventus), Matilde Morando (Torino); Difensori: Rachele Andreangeli (Roma), Viola Cacace (Roma), Matilde Oddina (Juventus), Emily Magazzini (Fiorentina), Anna Messa (Juventus), Elisa Parolo (Milan), Sara Spagliardi (Milan); Centrocampiste: Elisa Ciurleo (Inter), Beatrice Abla Djesse (Hellas Verona), Rita El Miroun (Godrain), Malak Krafia (Atalanta), Giorgia Galluzzi (Milan), Giulia Guerzoni (Sassuolo), Allegra Matteoni (Inter), Miranda Steiner (Espanyol); Attaccanti: Alice Di Perna (Torino), Emma Myriam Fontana (Fiorentina), Giada Grilli (Roma), Lavinia Poggi (Fiorentina), Benedetta Rivieri (Carrarese).