La partita che non dimentico... Andrea Ciofi

Scritto il 25/05/2024
da Pino Lazzaro


Classe 1999, dopo gli anni nel settore giovanile della Roma, Andrea Ciofi è passato alla Primavera del Cesena nel gennaio del 2018, esordendo in prima squadra in Serie D nella stagione 2018/2019, campionato vittorioso che ha significato Serie C e professionismo. Da allora si sono poi aggiunte altre cinque stagioni, sempre in C e sempre col Cesena (l’ultima poi con la promozione in B). Sì, una “storia”, la sua, meno… frequente del solito.

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“Appena mi hai contattato, non ho potuto fare a meno di riandare a una partita di quest’anno, col Pescara, quella con cui abbiamo proprio vinto il campionato. Ero in panchina, ho giocato giusto mezzora, venivo da un infortunio lungo, tra il tempo per capire quel che avevo e le operazioni sono stato fuori tre mesi, sai com’è, squadra che comunque ha fatto benissimo e pure le “gerarchie” cambiano”.



Che scossa
“Però è stato giusto in quella mezzora che si è realizzato un sogno che mi ha accompagnato e ho aspettato per cinque anni. Il gol vittoria l’abbiamo poi fatto all’88’, lo stadio proprio pieno ed è stato quello il momento in cui ho vissuto un’emozione che mai prima avevo sentito così forte, nemmeno, che so, quando ho fatto gol contro il Ravenna”.

L’immagine
“Io che mi butto – è la parola – in mezzo alla curva, la puoi vedere la scena, c’è un video, proprio che salto in mezzo alla gente e le tante “botte” che mi hanno dato, è stato poi, il giorno dopo, che proprio le ho… sentite”.


A che punto
“Sì, posso magari dirti che mi sarebbe piaciuto sperimentare la B un po’ prima, ma ora come ora credo comunque di essere nel posto giusto al momento giusto. Detto del sogno che mi ha accompagnato per anni, ecco che la B potrò finalmente viverla: spero di poterlo fare bene”.

Riconoscenza /1
“Dalla Primavera della Roma alla Primavera del Cesena, per sei mesi. Poi il fallimento, ero senza squadra, qui con loro ho fatto così la D e subito abbiamo vinto il campionato: è con loro dunque che sono diventato professionista. A suo tempo, ero proprio giovane, qui m’hanno dato il tempo di fare i miei errori, m’hanno fatto crescere e pure la stessa città mi ha sempre dato tanto… continuo insomma a sentirmi un po’ in debito con loro, sì”.



Riconoscenza /2
“Certo, in tutto questo tempo anch’io pensavo a una categoria superiore, però non ho mai fatto di tutto per arrivare a cambiare. Ora sono in B col Cesena, non desidero altro e spero come detto possa essere un buon anno. Aggiungo, sempre per quel che riguarda questo ambiente, che dentro di me la sento praticamente come una missione, specie se rivado alla delusione dello scorso anno col Lecco (eliminazione ai rigori nella semifinale della “Final Four”; ndr)”.

Nello spogliatoio
“Sono uno tranquillo e non mi tiro comunque indietro se c’è da scherzare e ridere, si sa che ci sono sempre quei quattro-cinque un po’ più pazzi, la stagione è lunga: certo, sempre nei limiti, ma se non ti diverti è più dura. In campo l’obiettivo che ho è sempre quello di dare il massimo: si vince e si perde e quel che conta per me è il riconoscere di aver dato tutto”.



Sognando, ancora
“Realizzato quello della B col Cesena, l’altro sogno, quello che credo abbiano un po’ tutti, è certo la Serie A, chissà, pensa poterlo fare proprio col Cesena, sarebbe ancora più bello. Per quel che riguarda il “sentire” il campo, l’atmosfera dello stadio, mi reputo fortunato perché già nell’anno della D ho sperimentato i 14-15 mila allo stadio, avevo 19 anni, sono tanti quelli a cui non è mai capitato di giocare con così tanta gente ed è stato così che ho potuto fare esperienza, mi sono “abituato” e mi è servito”.

Dopo
“No, ancora non ci penso, anche perché non è che mi sia proprio chiaro quel che vorrei fare, spero comunque possa capitare il più tardi possibile. Tramite Biondini (cesenate, vicepresidente vicario AIC; ndr) ora sono entrato nel Direttivo dell’Associazione Calciatori e già questa è una bella soddisfazione… lo capirò col tempo quel che vorrò fare”.