Quando il calcio sa essere crudele

Scritto il 27/05/2024
da Tommaso Franco


Ieri, a Frosinone, è andata in scena la rappresentazione più amara dell’intera stagione in Serie A. Un finale che ha visto retrocedere la squadra di Di Francesco all’atto finale. Gli ultimi, fatali minuti di un percorso che, in realtà, aveva visto il Frosinone stare a distanza di sicurezza per molto tempo dalla zona caldissima della classifica.

I verdetti sportivi sono verdetti veri. In pochissimi minuti si deve comprendere e metabolizzare il destino a cui si sta andando incontro. Il Frosinone si sarebbe salvato con un pareggio che non è mai arrivato e quando la Roma, in pieno recupero, è andata sotto con l’Empoli grazie alla rete di Niang, lo specchio si è improvvisamente frantumato. Migliaia di pezzi da raccogliere in pochissimi secondi per tentare un’impresa a quel punto davvero disperata. 



Lo stato d’animo non era certo dei migliori. In una simile condizione la disperazione prende il sopravvento. Addio lucidità e organizzazione di gioco. Tocca all’istinto puro, alla frenesia. Il tutto per tutto cercando la via per raddrizzare una giornata che stava terminando nel peggiore dei modi. I secondi che fino a quel momento passavano lenti, tutto ad un tratto si sono messi a correre inesorabili a velocità doppia terminando la loro corsa alla fine di un recupero che ha decretato il verdetto finale: Frosinone in B. 

Quando una squadra retrocede, sono molti i pensieri che occupano la testa di chi la sta vivendo in prima persona. 

Come sarebbe finita se…? Quel palo… quel maledetto palo… 

A volte la retrocessione arriva per un tiro sbagliato di pochi centimetri, a volte per un solo secondo di disattenzione. È un vero dramma sportivo per chi ha fatto parte di un progetto. E il volto dei giocatori, del mister, del direttore sportivo e del Presidente ne sono la prova. I calciatori dell’Udinese a fine partita hanno abbracciato gli avversari, uno slancio di empatica vicinanza in una giornata tremenda. Sugli spalti tanta amarezza. E rabbia.

Chi ci è passato lo sa. Chi non ci era mai passato, ieri ha capito.