Calciatore del mese Serie A maggio 2024

Scritto il 18/06/2024
da l'Ultimo Uomo


Gianluca Scamacca đź‘Źđź‘Źđź‘Ź

Sono passati solo pochi giorni dalla convincente vittoria dell’Italia contro l’Albania, una partita in cui le discussioni sul centravanti della Nazionale, vive solo poche settimane fa, sono sembrate lontanissime. Tra quelle discussioni e oggi c’è stato maggio, il mese che decide la stagione calcistica e in cui Gianluca Scamacca ha vinto il premio AIC come calciatore del mese. Al di là della competizione per il premio - a cui, oltre all’attaccante dell’Atalanta, erano stati candidati anche Riccardo Calafiori, Tijjani Noslin e M’Baye Niang - è questo forse il dato che più ci parla della sua crescita in questa stagione. Scamacca ha brillato di più nel mese in cui le partite contavano, portando a Bergamo un trofeo storico, oltre alla qualificazione alla prossima edizione della Champions League, e prendendosi la numero 9 della Nazionale alla vigilia di un Europeo.

I gol, in appena quattro partite di campionato, sono stati ben tre, a cui si dovrebbe aggiungere anche quello decisivo nell’andata della semifinale di Europa League contro il Marsiglia, che ha messo in discesa il percorso che ha portato l’Atalanta ad alzare la sua pesantissima coppa. 

Tra questi, quello che più rappresenta questa nuova dimensione di Gianluca Scamacca è quello realizzato al Torino nell’ultima giornata di campionato. Certo, ormai i giochi erano fatti - l’Atalanta aveva già raggiunto la qualificazione in Champions League nelle giornate precedenti, in cui Scamacca aveva già messo a segno due gol e due assist - ma la brutalità con cui ha rotto l’equilibrio su cui si reggeva ancora la partita è stata comunque significativa. Su un’azione manovrata nella metà campo avversaria, Scamacca ha controllato un filtrante sul limite dell’area con il destro, ma la palla gli si è allontanata di più di quanto forse avrebbe voluto. L’idea era quella di prepararsi il tiro portandosi la palla verso il centro e aprirsi la luce per il tiro, ma il controllo sembrava averglielo appena impedito. Il tiro che segue, per questo, è sbalorditivo. Con la palla così lontana, e il controllo così perpendicolare rispetto alla porta, Scamacca è costretto a una torsione spaventosa su se stesso per tirare sul palo più lontano. Una velocità di esecuzione che fa venire i brividi a pensare alla gamba sinistra che fa da perno e che rimanda all’espressione che ha utilizzato Luciano Spalletti per lui subito dopo la partita con l’Albania: «Una fucilata nella notte». Vedere la porta praticamente da spalle alla porta, e mettere il pallone con questa violenza all’angolo, è affare per pochi attaccanti. E tra questi ormai c’è Gianluca Scamacca.